Rai 3
Televideo

Puntata del 04/05/1998

TV E AUDITEL

in onda il 04.05.98

di - Società

TV E AUDITEL

Stagioni: 1998
Autori: Sabrina Giannini
Argomenti: Società
Autori: Paolo Barnard

INTERVISTATORE: Mi spieghi come funziona?

FAMIGLIA AUDITEL: Allora, accendo il televisore, dopo qualche secondo compare la scritta sul meter che chiede chi è presente. Il telecomando ha, dei numeri: 1-2-3-4.
Il numero 1 corrisponde generalmente al capofamiglia, che è il padre, 2 la madre, 3 uno dei figli, 4 l'altro figlio e arriva fino a 9 componenti che comprendono genitori e figli. In questo caso io posso digitare 1 che è quindi il capofamiglia, e vuol dire che il numero 1 sta guardando questo programma.

MILENA GABANELLI IN STUDIO: Questa era una famiglia auditel che spiegava cosa deve fare ogni volta che accende il televisore. Come tutti sapete queste famiglie sono segrete perché le loro scelte che finiscono tutte dentro le scatoline nere sono determinanti per la programmazione televisiva. Però, prima di continuare con questa famiglia, facciamo un salto indietro e vediamo un confronto tra Italia e Inghilterra, sulla tv pubblica e privata. Sabrina Giannini e Paolo Barnard

SABRINA GIANNINI: No, non è la BBC, questa è la RAI, la RAI-TV. La televisione pubblica che con altre 700 in Italia si contende il pubblico.

PAOLO BARNARD: Anche in Inghilterra due giganti dell'etere si contendono milioni di telespettatori: sono la BBC1 e la BBC2, il servizio pubblico per cui gli inglesi pagano il canone, e ITV, la più nota televisione commerciale d'Europa. In tutto però i canali disponibili via etere sono 5, perché ai tre canali già menzionati si uniscono Channel 4 e Channel 5.
Il nostro punto di partenza può essere solo uno perché.. questa è la BBC

MATTEO MAGGIORE - Direttore Affari Europei BBC: Il direttore generale della BBC è nominato dai governatori che sono l'organo di controllo della BBC. I governatori sono nominati per un periodo di 4 anni dalla Regina su proposta del Governo. Ci sono 12 governatori, un presidente e un vice presidente. La BBC ha dovuto combattere duramente nella sua storia per ottenere gradi crescenti di indipendenza. Ci sono stati tentativi ripetuti, nel corso anche di anni recenti, di esercitare influenza politica sulla programmazione e sulla linea editoriale della BBC.

MILENA GABANELLI IN STUDIO: Questa era la BBC. In RAI l'equivalente dei governatori è il Consiglio di Amministrazione che sono 4 più il presidente, ed è eletto dai Presidenti delle Camere. Poi c'è il direttore generale che è eletto dal Consiglio di Amministrazione e dall'IRI. Ma quanto tempo rimangono in carica?

RUBENS ESPOSITO - Direttore affari legali RAI: I presidenti delle Camere così come nominano possono revocare.

SABRINA GIANNINI: Quanto tempo deve stare in nomina il Consiglio di Amministrazione?

RUBENS ESPOSITO - Direttore affari legali RAI: Stando alla legge del '93 due anni. Finora si è verificato così, una vita più breve del previsto, legata probabilmente a cambi di maggioranza governativa.

SABRINA GIANNINI: Questo dimostra il legame tra Parlamento e Rai!

RUBENS ESPOSITO - Direttore affari legali RAI:
Il legame è fisiologico, non è anomalo. Diventa anomalo quando crescono le interferenze.

MILENA GABANELLI IN STUDIO: Come si finanzia la Tv pubblica e quella privata? Quante sono le interruzioni pubblicitarie? Qual è il tetto massimo per una tv commerciale italiana ed una inglese? Il canone RAI è di 167 mila lire l'anno. Qual è quello della BBC?

RUBENS ESPOSITO - Direttore affari legali RAI: I proventi del canone arrivano a 2.400 2.500 miliardi l'anno, quelli da pubblicità a 1.200 - 1.300.

FERDINANDO DI CHIO - Responsabile ufficio marketing Mediaset: Mediamente sono 12 minuti di pubblicità all'ora.

SABRINA GIANNINI: Noi sappiamo che l'affollamento pubblicitario di Mediaset è pari al 18% orario, il 15% giornaliero, mi dice qual è quello della RAI?

PIERO ZUCCHELLI - Vice Direttore coordinamento palinsesti RAI: il tetto RAI è del 12%, fissato per legge

FERDINANDO DI CHIO - Responsabile ufficio marketing Mediaset: I film in prima serata vengono interrotto 3 volte.

PIERO ZUCCHELLI - Vice Direttore coordinamento palinsesti RAI: Il film in prima serata viene interrotto solo tra il primo e il secondo tempo e in quel momento può essere inserita la pubblicità.

FERDINANDO DI CHIO - Responsabile ufficio marketing Mediaset: Il prodotto che non ha avuto distribuzione nelle sale, ed è quindi un prodotto concepito esclusivamente per la tv, per esempio il tv movie può essere interrotto 3 o 4 volte all'ora.

SABRINA GIANNINI: Mediaset ha ottenuto di poter aumentare il suo tetto giornaliero fino al 20% aggiungendo i messaggi promozionali e le televendite che non vengono calcolate come pubblicità.

PIERO ZUCCHELLI - Vice Direttore coordinamento palinsesti RAI: Per la RAI le telepromozioni fanno parte del tetto quindi è tutto compreso.

PAOLO BARNARD: Questa è ITV, la più grande televisione privata inglese e una delle più grandi d'Europa. Dott. Cox qual è il vostro tetto pubblicitario? Durante un film in prima serata quante interruzioni mettete?

BARRY COX - direttore ITV Association: Il nostro tetto pubblicitario è del 10% e cioè 6 minuti di spot per ogni ora. Un film in prima serata viene interrotto al massimo 6 volte lungo una durata di circa due ore. Ogni interruzione è di 3 minuti.

PAOLO BARNARD: Come si finanzia la BBC, visto che non fa pubblicità?

MATTEO MAGGIORE - Direttore affari europei BBC: La BBC si finanzia al 95% grazie al canone, il canone è di 97 sterline l'anno. Porta alla BBC un reddito di circa 2 miliardi di sterline l'anno. Il finanziamento attraverso il canone è quello che rende ai programmisti della BBC la libertà di sperimentare, di innovare, di prendere dei rischi. Di cercare di offrire allo spettatore quello che lo spettatore non sa ancora di volere.

MILENA GABANELLI IN STUDIO: Allora riassumendo: il tetto pubblicitario per una tv commerciale inglese è del 10%, per una italiana è del 20%. Per quel che riguarda la RAI è il 12%, la BBC ha il 5%. Però c'è da dire che loro pagano un canone annuo di 100 mila lire più elevato. E adesso vediamo se gli inserzionisti pubblicitari possono condizionare i programmi.

SABRINA GIANNINI: In questo elettrodomestico vengono tritati qualcosa come 5 mila miliardi di pubblicità all'anno. Questo può influenzare la programmazione della tv?

FERDINANDO DI CHIO - Responsabile ufficio marketing Mediaset: Avviene questo& la concessionaria di pubblicità ci dice: " Guardate che il mercato pubblicitario ha bisogno di questo tipo di prodotto, ha bisogno di questo tipo di pubblico.
Noi cerchiamo, laddove è possibile, di indirizzarci in quella direzione.


SABRINA GIANNINI: Quindi le è mai successo che è stato spostato o chiuso il programma perché non faceva sufficiente audience e per esempio l'inserzionista si è lamentato?

PIERO ZUCCHELLI - Vice Direttore coordinamento palinsesti RAI: No, non è questo il motivo. Se è avvenuta una chiusura anticipata di programmi è stata perché l'offerta televisiva non rispondeva alla domanda del pubblico.

PAOLO BARNARD: Vi sentite mai sotto il tiro degli inserzionisti, sempre a caccia di una vasta audience? Vi hanno fatto mai pressione diretta perché certi programmi di basso ascolto venissero spostati in seconda o in terza serata?

BARRY COX - direttore ITV Association: Be' non posso dire che non sia mai accaduto come non posso negare che la politica a volte si faccia sentire, ma si tratta di tentativi andati a vuoto. Gli inserzionisti sanno in partenza che la struttura dei nostri palinsesti prevede da sempre approfondimenti e programmi per le minoranze in prima serata, e non possono immaginare di avere il potere di cambiare ciò. L'audience qui non è una dittatura.

SABRINA GIANNINI: Il potere ai telespettatori. Sono loro che decidono le sorti fortunate o meno di un programma. Volevo sapere se lei sa come si misura l'audience?

INTERVISTATO: No..

MILENA GABANELLI IN STUDIO: Tutto quello che abbiamo visto ci riconduce ai numeri che misurano il consenso: la famosa scatolina nera. Questo sistema di conteggio universalmente adottato in Italia si chiama Auditel, e in Inghilterra si chiama B.A.R.B, ma quante sono le famiglie che detengono un potere quasi assoluto, e di chi è l'Auditel e chi lo paga.

SABRINA GIANNINI: Qui siamo nella sede dell'azienda milanese che si occupa di istallare in 5000 case di italiani il marchingegno che decide poi i dati di ascolto Auditel.

WALTER PONCINI - Direttore Auditel: L'Auditel è per un terzo della RAI, della televisione pubblica, un terzo di quella privata, nazionale e locale, e per il restante terzo dei pubblicitari.

SABRINA GIANNINI: Chi paga l'Auditel?

PIERO ZUCCHELLI - Vice Direttore coordinamento palinsesti RAI: L'Auditel è una società pagata al 50% dalla RAI e al 50% dalle emittenti private.

SABRINA GIANNINI: Quante sono le famiglie Auditel?

WALTER PONCINI - Direttore Auditel: Be', intanto le famiglie Auditel sono 5 mila pari a 15 mila individui e 8 mila rilevatori meter, questo perché in una famiglia possono esserci più televisori. Il campione rappresentativo che viene desunto da questa grande indagine di base è un campione che segue certe regole statistiche, cioè deve essere rappresentativo in modo stratificato casuale di tutta la popolazione italiana al di sopra dei 4 anni. Intanto ci dicono: "Si va bene ..ma è attendibile? Siamo di fronte ad una stima, nessuno conta le singole teste degli italiani.

SABRINA GIANNINI: Come si misura l'audience?

INTERVISTATO: Non so!

PAOLO BARNARD: E dunque anche qui esiste un sistema di rilevamento dell'audience assai diffuso. Si chiama B.A.R.B.

J.A.FOX - B.A.R.B.: Abbiamo scelto 4500 famiglie sorteggiate a caso, ma rappresentative delle caratteristiche socio-demografiche del paese. I loro nomi vengono custoditi gelosamente da noi su un database segreto, ed è nostro compito aggiornare la composizione del gruppo col mutare dei tempi. Se per caso una famiglia usasse dei trucchi come quello di accendere il televisore su un canale e poi uscire tutta la sera, noi li contatteremmo il giorno seguente per spiegazioni. Se vanno in ferie senza dirlo, noi siamo tenuti a contattarli dopo 3 settimane. Se una famiglia venisse scoperta dai media, verrebbe immediatamente sostituita, ne va di tutta la nostra organizzazione.

SABRINA GIANNINI: Senta, nel '97 quante sono state le trasmissioni RAI uccise dall'Auditel?

PIERO ZUCCHELLI - Vice Direttore coordinamento palinsesti RAI: No, non si può dire uccise dall'Auditel. Ci sono trasmissioni nuove che partono con delle ipotesi che possono non essere rispettate, ma per le quali si presuppone già un periodo di sperimentazione.

SABRINA GIANNINI: Lei ha mai conosciuto una famiglia Auditel.

INTERVISTATO: No

SABRINA GIANNINI: Lei è una famiglia Auditel? Vorrebbe esserlo?

INTERVISTATO: No

MILENA GABANELLI IN STUDIO: E adesso torniamo laddove siamo partiti. E cioè dalla famiglia con in casa il meter. Ma la scatolina nera è affidabile?

FAMIGLIA AUDITEL: Se dovessi cambiare canale, mi compare la scritta sul meter che mi chiede se le persone che guardano la televisione sono sempre le stesse, quindi la scritta è: "Stesse persone?" Se ci sono ospiti che guardano il televisore allora si digita il pulsante ospite. "Ospite?" mi chiede il meter. Digito sì. "Femmina?" mi chiede il meter. Mi chiede l'età. Io digito per esempio 31.Il meter dice "sei l'ospite 2",2 perché magari ne è stato memorizzato già qualcun altro.
In questo momento, quindi, stanno guardando la televisione 1, il capofamiglia, ed un ospite 2.
Adesso c'è quest'altro televisore acceso, il componente della famiglia è un altro, rispetto a quello dell'altro meter in cucina, è il numero3.
Allora nell'altro meter erano registrati il numero 1, il capofamiglia, ed un ospite numero 2 che era stato registrato sull'altro meter. Automaticamente l'ospite registrato sull'altro meter è contenuto anche nella memoria di tutti i meter presenti in casa.

INTERVISTATORE: E quindi cosa vuol dire& che lo stesso ospite sta girando per i televisori della vostra casa..?

FAMIGLIA AUDITEL: Se io lo visualizzo sul monitor del meter, come adesso, 02, come ospite 02 è presente sia davanti questo televisore, sia anche davanti a quello che è in cucina, in questo sicuramente c'è un contraddizione.

INTERVISTATORE: Puoi segnalare che stai guardando un canale e lo lasci acceso tutto il giorno?

FAMIGLIA AUDITEL: Sì.

INTERVISTATORE: Anche se non sei presente?

FAMIGLIA AUDITEL:

INTERVISTATORE: Quali sono i piaceri di questa& che poi è un scocciatura?

FAMIGLIA AUDITEL: Più che altro il sapere di rappresentare il gusto di una fetta della popolazione. Dato che i meter sono rappresentativi della popolazione nazionale intera. Quindi far parte di questo campione, significa comunque essere particolarmente rappresentativi.
Questo catalogo viene dato a tutte le famiglie campione, che annualmente hanno la possibilità di scegliere un regalo tra questi. Come puoi vedere non ci sono regali di grande entità economica. Sono spese relativamente basse.

INTERVISTATORE: Uno all'anno?

FAMIGLIA AUDITEL: Uno all'anno!

INTERVISTATORE: Per quale motivo avete accettato di essere una famiglia Auditel?

FAMIGLIA AUDITEL: perché dà la possibilità di scegliere, visto che c'è, per la pubblicità, tanto movimento di soldi&possiamo dire&,dà soddisfazione sapere che noi scegliamo per conto di tante altre persone, influenziamo le scelte di tante altre famiglie, una piccola soddisfazione ecco, poi c'è il regalino che tutto sommato fa comodo.

MILENA GABANELLI IN STUDIO:
Ogni volta che questa famiglia accende il televisore decide per 10000 persone, e di famiglia come queste ce ne sono 5000.
E sulla loro segretezza vorremmo aprire un piccolo dubbio.
Per noi non è stato particolarmente complicato entrare in contatto con loro, noi che non abbiamo nessuna pressione per fare una alta audience perché facciamo un servizio pubblico, ma se non fosse cosi?
Ed in futuro, invece, di TV digitale di TV tematica e di Pay TV, l'Auditel avrà ancora un senso?
Chi lo sa!
Sicuramente il senso l'avrà il controllo sulla qualità della produzione televisiva, perché aumenta l'offerta.
In Italia, per quel che riguarda la TV commerciale, esiste una autority che però non è ancora operativa.
In Inghilterra, invece, si regolano in un altro modo già da anni e adesso vediamo quali.

PAOLO BARNARD: In Gran Bretagna c'è chi vigila severo sulla qualità dei programmi prodotti dalle TV commerciali.
Questo compito è affidato alla Indipendence Television Commission.

PAUL SMEE ITC: Noi siamo i guardiani del mercato delle TV commerciali qui in Gran Bretagna e quindi controlliamo ITV, CHANNEL 4, CHANNEL 5.
Svolgiamo questo ruolo per garantire un livello di qualità uniforme a tutta la programmazione televisiva, evitando quello scadimento che altrove ha travolto il mezzo televisivo.
Le nostre armi sono l'ammonizione pubblica, di per se estremamente imbarazzante per chi ne è colpito, e poi in casi gravi la revoca delle licenze stesse.
I protocolli di queste licenze stabiliscono a chiare lettere che ogni operatore televisivo è tenuto a creare palinsesti bilanciati e attenti alla composizione sociale del paese. Inoltre essi stabiliscono i tetti pubblicitari e le regole di imparzialità politica ed Etnica.

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