Rai 3
Televideo

Puntata del 20/11/2005

NEL XXI SECOLO

In onda domenica 20 novembre 2005

di - Società

NEL XXI SECOLO

Argomenti: Società
Stagioni: 2006
Autori: Giorgio Fornoni

English Version

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Buonasera l'ultima puntata di stagione è dedicata ad un argomento che va un po' in là dei nostri soliti confini geografici. E anche più in là dei nostri consueti malaffari. Però parte da una domanda che nella vita, direttamente o indirettamente ci siamo posti tutti. Qual è la pena da infliggere a chi ha causato sofferenze terribili. E nell'applicazione della pena quanto si tiene conto, del bisogno di risarcimento dei parenti delle vittime.

ROSANNA ZECCHI - Presidente Ass. vittime uno bianca
Tornavamo a casa da una gita con mia figlia. Mio marito ci sta va aspettando: ha assistito ad una rapina e lui ha detto con l'inquilino di sopra della tabaccheria:- Chiama il 113, che io intanto prendo il numero di targa -.
Questo ha provato a chiamare il 113, il 113 non rispondeva. Nel frattempo loro, fatta la rapina, sono andati fuori e hanno visto mio marito e, in poche parole, gli hanno sparato due colpi in testa. E noi siamo arrivati dieci minuti dopo e mio marito era steso per terra sotto un lenzuolo: ucciso. Nel '94 la banda Savi, i poliziotti della Uno Bianca, confessarono che erano stati loro ad uccidere mio marito.

AUTRICE

Se in quel momento lì qualcuno le avesse chiesto: - Ma lei che pena vuole per l'assassino di suo marito? -

ROSANNA ZECCHI - Presidente Ass. vittime uno bianca
Probabilmente io gli avrei detto, se mi capitano a tiro, perché l'ho detto più di una volta, io li uccido come loro hanno ucciso mio marito. In quel momento lì. Dopo ragionandoci perché praticamente si vive in un limbo per un dato periodo di tempo, non si riesce a ragionare. Le dico solo una cosa: mia figlia è andata a letto la sera che hanno ucciso mio marito, aveva i capelli, è castana: la mattina aveva un ciuffo bianco, tanto lo shock che aveva avuto. Ma non solamente mia figlia, io vedo che tutti i figli, dei fatti veramente crudeli che hanno fatto i Savi, sono tutti segnati: non uno che non abbia avuto dei problemi. Tutti i ragazzi, anche le mogli, i mariti, con l'andare del tempo, invece di guarire, si acuisce sempre di più la perdita che si è avuto. Di conseguenza hanno creato tanta di quella sofferenza che io ribadisco la pena di morte: no, perché mi metterei al suo livello. Ma giustizia, sì: loro devono rimanere in carcere a vita.

AUTRICE
Gli assassini della uno bianca hanno ucciso 24 persone. Sono stati catturati, processati e condannati all'ergastolo.

DAL TG 2 del 30/05/95
Il 2 maggio '91 vengono poi uccisi Licia Ansaloni, titolare dell'armeria "Volturno" a Bologna, e il suo aiutante Pietro Capolungo. I fratelli Savi hanno confessato il delitto.

ALBERTO CAPOLUNGO - Figlio di una vittima
Era successo che Fabio e Roberto Savi quella mattina erano entrati nell'armeria di via Volturno e quando l'hanno lasciata avevano ucciso sia la proprietaria che mio padre.

AUTRICE
Perché?

ALBERTO CAPOLUNGO - Figlio di una vittima
Questa la domanda, perché non sappiamo come si sono svolti i fatti e io ancora non ho mai capito perché.

DAL TG 1 del 06/06/95
Eccolo Fabio Savi, il camionista di Torrione. Due fratelli, Roberto e Alberto in polizia. Anche lui fa domanda in pubblica sicurezza ai carabinieri: lo scartano per via della vista. Lui nel frattempo coltiva la passione delle armi e si esercita: risulterà uno dei tiratori più infallibili della banda. Paci? - L'ho ucciso dopo dieci minuti che mi provocava.- Dice a microfoni spenti. Io e Roberto, prosegue, abbiamo sempre agito solo per soldi: cercavamo il colpo grosso per poi sparire. Ecco perché abbiamo continuato.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
I familiari delle vittime della uno bianca hanno anche fondato una associazione che oggi continua ad esistere per assicurare che gli assassini dei loro parenti, condannati all'ergastolo, scontino interamente la pena.

AUTRICE
Temete che escano?

ALBERTO CAPOLUNGO - Figlio di una vittima
Sì, ne siamo quasi certi.

ROSANNA ZECCHI - Presidente Ass. vittime uno bianca
In tribunale eravamo tutti presenti a tutte le udienze. Non hanno mai chiesto perdono. Persone che si sono comportate così, uccidere persone inermi. Io sono convintissima che se loro vengono fuori dal carcere tornano a fare come prima.Io non ho visto pentimenti in queste persone. Io ho visto l'intervista di Fabio Savi, lui tranquillissimo: lo faceva per denari. Allora, se per denari, non credo che queste persone si possano redimere. Loro ritornano a fare pari pari quello che hanno fatto prima.

DAL TG 1 del 06/06/95
Fabio Savi:- A me è stato detto che rido, cosa devo fare, devo piangere? -

ALBERTO CAPOLUNGO - Figlio di una vittima
Semplicemente mi va bene qualsiasi tutela anche degli assassini più feroci però quando si concedono dei benefici lo si deve fare con grande attenzione e non attraverso degli automatismi. Cioè i magistrati di sorveglianza devono stare molto attenti a quello che fanno.

ROSANNA ZECCHI - Presidente Ass. vittime Uno Bianca

Io non posso perdonare questa gente. Io non giudico, cioè non posso permettermi di uccidere delle persone come hanno fatto loro, altrimenti ci mettiamo allo stesso livello. Io dico che loro devono rimanere in carcere, questo sì. E l'associazione rimane in essere solo per questo e per ricordare e perché per lo meno, fin che possiamo, cercare di farli rimanere in carcere.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

È abbastanza scandaloso che un'associazione debba vigilare affinché gli assassini scontino la loro pena, questo perché i meccanismi del nostro sistema giudiziario consentano la scarcerazione con troppa facilità. Da noi, i delitti feroci si puniscono con l'ergastolo, la pena di morte è stata abolita nel 1948 e la possibilità di lavare con il sangue i dolori più insanabili non fa più parte della nostra cultura.
Ma al mondo invece 75 paesi la applicano e Giorgio Fornoni ne ha visitati per noi alcuni per noi cercando di comprenderne le ragioni e la reale efficacia.
Cominciamo dagli Stati Uniti, dove è stata reintrodotta nel 1976 e gli Stati Uniti, un paese garantista il sistema giudiziario si ispira ad un sacro principio: meglio un colpevole in libertà che un innocente in carcere. Negli Stati Uniti, su 50 Stati, 35 applicano di fatto la pena di morte.

EARL E. STRAYHORN - Giudice Federale
La nostra legge dice che in certe circostanze la condanna a morte è la pena giusta e un giudice deve far applicare la legge. Anche se sono contrario io non posso sostituire le mie opinioni alla legge.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Oggi negli Stati Uniti l'esecuzione della condanna a morte prevede un metodo uguale in tutti i 35 Stati: iniezione letale. Fino al 1988 però il condannato moriva in modi diversi. Iniezione letale era prevista in tutti i 38 stati con alcune eccezioni. La sedia elettrica era adottata in Nebraska, in Alabama, Arkansas, Florida, Kentucky, Nebraska, Oklahoma, South Carolina, Tennessee e Virginia. Formalmente possono adottarla ancora oggi.
Camera a gas. Anche questa è una tecnica di esecuzione ancora formalmente prevista in Arizona, California, Maryland, Missouri e Wyoming.
Impiccagione. È ancora possibile nel New Hampshire e nello stato di Washington.
Fucilazione. Se volessero ricorrere ai plotoni di esecuzione potrebbero farlo nell' Idaho, in Oklaoma e nello Utah.
Il primo in classifica per numero di esecuzioni è il Texas.
Houston è la capitale dell'astronautica. Questo museo all'aperto racconta l'avventura della Nasa alla conquista dello spazio e lo straordinario progresso dell'umanità. Poco lontano, il paesino di Livingstone, ospita il penitenziario Polunski Unit. Qui dentro 447 persone attendono l'esecuzione capitale.
La loro cella è di metri due per tre, tutto in ferro, l'ora d'aria in questo spazio, nessun contatto con nessuno, perdi il nome e diventi un numero di matricola. La matricola 814 ci attende dietro una pesante lastra di vetro: si chiama Mariano Rosales.

MARIANO ROSALES - Condannato a morte
Sono colpevole ed è giusto che paghi per le mie colpe, ma nessuno può rendersi conto di cosa significhi vivere qui dentro, ci sono detenuti che vorrebbero uccidersi, ma non è permesso.
Ditelo in Italia: il modo in cui viene data la pena di morte è troppo semplice, e non serve a bloccare il crimine.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Mariano ha 66 anni. Nel Marzo di 20 anni fa uccise la moglie Mary e l'intera famiglia del suo amante.

MARIANO ROSALES - Condannato a morte
Mi alzo tutti i giorni con il rimorso per quello che è successo, ho sbagliato e prego i famigliari delle vittime di perdonarmi per ciò che ho fatto.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
L'America è il paese delle libertà, ci sono 240 confessioni, la religione dominante è quella cristiana, quella di Caino che si tormenta per aver ucciso Abele, la religione del perdono. Ma anche il paese dove in ogni casa trovi la bibbia, quella del vecchio testamento e dell'occhio per occhio.

UOMO

SE tu hai sbagliato, devi pagare. Se hai ucciso qualcuno, devi pagarne il prezzo. Devi soffrire per ciò che hai fatto.

KENNETH E. BARNES
- Fondatore e Presidente ROOT
Ero dal medico e ricevetti una telefonata. Era mia moglie che mi diceva di mio figlio: era stato ucciso. A sparare era stato un ragazzo di 17 anni, che aveva ucciso altre 2 persone& Il dolore per la perdita di un figlio, un ragazzo di 16 anni, non si può descrivere.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO

Suo figlio lavorava in questo bar di Chicago, ed è stato ucciso durante un tentativo di rapina. Torna spesso davanti a questo locale dove un pomeriggio di 2 anni fa la sua vita è cambiata per sempre.

KENNETH E. BARNES
- Fondatore e Presidente ROOT
Parlare di perdono è troppo facile. La mia domanda è: il ragazzo che ha ucciso mio figlio è davvero responsabile di ciò che ha fatto? La colpa è tutta la sua o di una società che produce degli assassini di 17 anni?

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
I giovani assassini finiscono in queste carceri, e per loro, fino a marzo scorso era prevista la condanna a morte. Poi 8 mesi fa la Corte Suprema l'ha dichiarata anticostituzionale per coloro che avevano meno di 18 anni all'epoca in cui hanno commesso delitti. Erano 70 i detenuti nel braccio della morte che hanno beneficiato di questa decisione. Gli altri 3697 invece attendono l'applicazione della legge. Uno di loro è Mariano Rosales. Quando arriverà il suo giorno trascorrerà qui le ultime ore, e saranno scandite da uno schema obbligato. Mattino: colloquio con il cappellano; ore 12: ultimo pasto; ore 14.00: ultima telefonata; ore 15.00: visita della guida spirituale e dell'avvocato; ore 16.30: passaggio per il Miglio Verde; ore 18.00: iniezione letale. Mariano si è dichiarato colpevole, ma qualche volta succede che l'imputato si dichiari innocente. In questi casi , se i giudici ritengono che ci siano prove sufficienti, pronunciano comunque le condanne.

GEORGE RYAN - Ex governatore dell'Illinois
Il sistema giudiziario nello stato dell'Illinois ha delle falle. 26 persone sono state condannate a morte e poi si è scoperto che erano innocenti. 14 sono state scarcerate ma 12 sono state giustiziate. 26 persone condannate a morte innocenti. Capite? È un pessimo sistema e penso che l'Illinos non sia l'unico stato dove si incappa in errori giudiziari.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Nel gennaio 2004 dopo aver trascorso 23 anni nel braccio della morte, grazie al test del DNA, Nick Yarris è stato riconosciuto innocente.

NICK YARRIS - Ex condannato a morte
Nessuno mi potrà risarcire della mia vita, il mio passato è perduto.
E non c'è legge che prevede un mio risarcimento per ciò che mi hanno fatto.

Rob Warden - Presidente Associazione Condannati ingiustamente
E' vero, molti stati che non ti danno assolutamente nulla. Ti dicono grazie e arrivederci.

NICK YARRIS - Ex condannato a morte
Recentemente il mondo ha potuto vedere le torture di Abu-Graib. Charles Grainer, ufficiale della Pensylvenia che si è macchiato di questi crimini, ha lavorato nel mio carcere. L'ho visto fare qui le stesse cose fatte in Iraq. Io ero innocente. Guardate cosa hanno fatto alle mie mani, vedete cosa mi hanno fatto?

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
L'ultima parola negli Stati Uniti la pronuncia il governatore, la sua telefonata all'ultimo minuto ha il potere di fermare o far proseguire. George Ryan, dopo aver detto un sì, ha cominciato a dire no ed ha dato il via alla moratoria nell'Illinois.

GEORGE RYAN - Ex governatore dell'Illinois
Quando nei primi anni 70 iniziai la mia carriera politica ero a favore della pena di morte. Poi diventai governatore dell'Illinois e dovetti analizzare alcuni casi di detenuti nel braccio della morte, tra cui la vicenda di Antony Porter che doveva essere giustiziato di lì a poco, aveva passato 16 anni nel braccio in attesa dell'esecuzione. Un gruppo di studenti scoprì il colpevole e Porter venne liberato 24 ore prima di essere giustiziato. Questo mi fece acquisire una nuova prospettiva sulla pena di morte.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Antony Porter si era sempre proclamato innocente. Gli studenti della Scuola di Giornalismo dell'Università di Chicago guidati dal professor Protess cominciarono ad indagare e scoprirono che la verità giudiziaria era scarsa di prove. Alla fine un investigatore riuscì a scagionarlo.

PAUL CIOLINO - Investigatore
Si, fui io a raccogliere la confessione del vero autore di quel crimine e l'ho mostrata al Governatore Ryan, che poi l'ha liberato.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO

Dopo questo fatto, nel gennaio del 2003, George Ryan, alla fine del suo mandato, ha liberato 4 detenuti, perché si è scoperto che erano innocenti. Ha sospeso le condanne a morte di 167 detenuti, e ha commutato la pena in ergastolo.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO

Madison Obley ha trascorso 16 anni in questo braccio della morte.

Madison Obley - Ex condannato a morte
Arriva la notizia: sei libero. Il Governatore Ryan si era occupato del mio caso, era il gennaio 2003. Non potevo crederci, non riuscivo a dormire dalla gioia. Quando sono uscito dal carcere avevo quasi paura a guardare il penitenziario, ero libero, di nuovo in vita, potevo rivedere la gente, le cose normali.

Madison Obley - Ex condannato a morte
Ora la mia vita è questa. Lei è Lisa, il bambino nascerà a luglio. La vita mi sta risarcendo, credo di avere avuto una seconda possibilità.

Rob Warden - Presidente Associazione Condannati ingiustamente
Questo è Ronald Jones, era condannato a morte per un omicidio che non ha commesso. La sua innocenza è stata rivelata dalla prova del DNA.
Questo è Joseph Burrows. Era stato accusato dall'uomo che in realtà aveva commesso il crimine. Questi due uomini erano stati accusati senza testimoni e senza prove. Sono stati scagionati dalla prova del DNA. Quest'uomo era stato accusato sulla testimonianza di un uomo che era stato coinvolto nel crimine.
Quest'uomo era accusato di omicidio per errore. Questi 2 uomini erano stati condannati a morte sulla base della testimonianza della fidanzata del vero omicida.

PAUL CIOLINO - Investigatore
La questione è politica. I giudici vogliono trovare i colpevoli. Soprattutto per casi di omicidi di bambini o donne. C'è molta pressione dai media. Bisogna trovare i colpevoli e per questo spesso le indagini sono sommarie e i giudici hanno fretta di chiudere il caso.

Madison Obley - Ex condannato a morte
Chicago è una città grande e ci sono molti giochi politici. Anche il mio è stato un gioco politico. Serviva un colpevole per quell'incendio e io non avevo i mezzi per difendermi, non avevano prove contro di me ma serviva qualcuno per placare i media. A Chicago funziona così.

MORRIS H. MOON - Avvocato penalista
Ci sono 5 gradi di giudizio prima dell'esecuzione. Ma si sa che un 40% di casi non va oltre il primo grado, perché magari quell'imputato non aveva avuto la possibilità di pagarsi un avvocato. Capite? Magari era innocente, o aveva delle attenuanti, ma non ha avuto la possibilità di dimostrarlo.

JENNIFER LINZER - Segretaria del Governatore Ryan

Credo che la moratoria di Ryan abbia creato molto imbarazzo ai vertici della Casa Bianca. Gliela faranno pagare! Stanno cercando di incriminarlo, ora, per motivi fiscali e vorrebbero metterlo in carcere. L'ho incontrato qualche settimana fa, insieme a sua moglie. Mi ha detto che è un periodo molto difficile, che la sua è stata una decisione impopolare ma che lo rifarebbe.

SUOR HELEN PREJEAN

È teoria retorica che la pena di morte sia riservata alla gente che ha commesso i crimini più feroci. In realtà è riservata alla povera gente perché tutte le 3600 persone che sono nel braccio della morte, incluse quelle del Texas, sono tutte povere. Non dico che non hanno commesso terribili crimini, ma cominci a vedere le ingiustizie, il motivo per cui hanno commesso un crimine è orrendo, ma poi ricevono una difesa miserabile e non possono beneficiare dei vantaggi che la Costituzione promette per processi giusti: giustizia uguale garantita dalla legge.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Infatti, dai dati, nessun ricco è mai stato condannato a morte. Se ne deduce che i crimini che hanno commesso non erano da punire con l'esecuzione capitale, oppure erano in grado di pagarsi tanti bravi e influenti avvocati.
Una possibilità che l'italoamericano Rocco Barnabei non aveva. Per lui si era mobilitata l'opinione pubblica mondiale, si era mosso anche il Vaticano.

DAL TG 1 del 13/09/2000
Giovanni Paolo II: - Nello spirito di clemenza che è proprio dell'anno giubilare, unisco ancora una volta la mia voce a quella di quanti chiedono che non si tolga la vita al giovane Derek Rocco Barnabei.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Ma tutti gli appelli sono rimasti inascoltati.

SETH A.TUCKER - Avvocato di Barnabei
Il governatore Gilmore decise di rianalizzare le prove, ma dal laboratorio erano sparite!. Poi, misteriosamente, erano stati ritrovati i contenitori con le unghie. Uno era stato aperto. Quello ancora chiuso ci hanno proibito di vederlo. Ci hanno mostrato le prove, ma fuori dal contenitore. Poi abbiamo saputo che il contenitore più piccolo era stato distrutto. Quindi non sapremo mai se era stato aperto o no. C'è il forte sospetto che le analisi del DNA, come è avvenuto anche in altri episodi analoghi, siano state manipolate.

MADRE di Rocco Barnabei
Una storia perfetta per far fare bella figura al governatore. Due persone giovani. Due fidanzati, lui che uccide lei, e lui viene giustiziato! Fine.

SETH A.TUCKER - Avvocato di Barnabei
Non possiamo dimostrare che il test sia stato manipolato, ma certamente non si è trattato di un caso come gli altri.

MADRE di Rocco Barnabei
Io non ho assistito all'esecuzione, me ne sono andata due ore prima. Lui mi ha detto: mamma se puoi, abbi sempre cura di tuo figlio. Mi prenderò sempre cura di lui.. Questa è l'America. Il paese dove tutto luccica. La gente pensa che questo sia il paese della libertà, della pulizia, dove tutti hanno una possibilità.. Bugiardi!

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO

Il caso è stato recentemente riaperto.

DAL TG 1 del 08/05/2005
- Grazie davvero! Adesso so che se devo morire per un crimine che non commesso non morirò senza che nessuno lo sappia come è capitato a tanti innocenti prima di me - . Agosto 2000. Dal braccio della morte arriva l'ultimo grido disperato e un po' profetico dell'italoamericano Derek Rocco Barnabei
Cinque anni dopo un'indagine indipendente ordinata dal governatore della Virginia mette sotto accusa il laboratorio che in quello stato ha svolto gli esami del DNA condizionando la sorte di una ventina di detenuti che adesso sono in attesa nel braccio della morte, e riaprendo una quarantina di casi tra cui anche quello di Barnabei.

MADRE di Rocco Barnabei
Chi ha voluto la condanna di mio figlio è un repubblicano, chi ha fatto riaprire il caso è un democratico, e sicuramente lo ha fatto perché la sua immagine pubblica ne guadagna! È tutta una questione politica.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO

Nel carcere di Huntsville, oggi è il turno di un uomo di 45 anni, responsabile di rapina e omicidio. Fuori c'è sempre un gruppo di abolizionisti, "quattro gatti" che ad ogni esecuzione vengono fin qui a dire la loro.

UOMO
C'è gente che sta anche 15 anni in attesa di giudizio, o della revisione del processo, ma è tutto inutile. A volte ci sono prove d'innocenza, ma non servono.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO

Dall'altra parte del muro i parenti delle vittime e i testimoni assistono all'esecuzione. Per loro, per chi è stato colpito, il sentimento è un altro.

ETHEL JOHNSON - Parente vittima

Non spetta a me perdonare, spetta a Dio. È morta una mia parente. E' morto anche l'omicida. Sento una grande emozione ora. Solo questo.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO

Domani toccherà a Richard Cartwright, sua madre è in mezzo alla piccola manifestazione degli abolizionisti.

MADRE
di Richard Cartwright
E' orribile assistere alla morte del proprio figlio. Mi ha chiesto di andare in chiesa a pregare per lui. Domani sarò lì, quando lo porteranno dalle 10 alle 12, ma non assisterò alla sua morte.

MICHELLE LYONS - Relazioni esterne T.D.C.J.
Certo è una cosa dolorosa per una madre assistere alla condanna della morte del loro figlio. Ma spesso voi giornalisti dimenticate che c'è un'altra madre: quella della vittima che ha visto morire il proprio figlio. Se lei avesse assistito a quel crimine violento, probabilmente avrebbe presente anche l'altro punto di vista.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO

Michelle Lyons, poco più che trentenne, è la persona che dirige le operazioni cruciali. Lei riceve la telefonata dal governatore, lei riferisce: pena sospesa oppure no. È lei che ci spiega come funzionano le cose.

MICHELLE LYONS

Il condannato passa qui, in questa cella, le ultime ore. Qui è assistito da un cappellano del carcere e ha un supporto psicologico. La gente che amministra le droghe, sta dietro questo vetro. Da qui passano dei tubicini per le iniezioni che vengono inseriti nelle braccia e nei polsi. Passano sotto il lettino.
Viene chiesto al condannato se vuole dire qualcosa. Molti non dicono niente. Altrimenti c'è questo microfono. E ci sono degli altoparlanti che consentono a chi assiste di sentire. I familiari del condannato stanno lì dietro. Quelli della vittima dietro un'altra finestra, ma separati tra loro. Possono assistere dietro un vetro, 5 persone della famiglia del condannato e 5 della vittima. Il cappellano e fino a 5 rappresentanti della stampa. Da lì possono ascoltare le ultime parole del condannato. Spesso sono rivolte alla propria famiglia, oppure sono parole di scuse o richieste di perdono alla famiglia delle vittime. Poi viene dato il via alle 3 iniezioni. La prima è un sedativo. La seconda agisce sui polmoni e spesso provoca un colpo di tosse. La terza ferma il cuore. È questione di pochi minuti. In tutto, il condannato rimane nella camera della morte 6 o 7 minuti.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Ho ottenuto il permesso di assistere all'esecuzione di Richard Cartwright. Ha 40 anni si è proclamato innocente, ma è stato ritenuto colpevole di aver ucciso un uomo dopo avergli rapinato 200 dollari. Nessuno può filmare o scattare foto. Sembra di assistere ad una operazione chirurgica. Disteso su un lettino, bloccato con delle cinghie e coperto da un lenzuolo, un uomo attende le tre iniezioni letali. Dopo pochi minuti un medico certifica la morte. Sono le 6,16 di sera. Accanto a me i parenti della vittima.

DIACON AL O'BRYAN - Cappellano
Tutti sappiamo di dover morire ma nessuno sa quando. Questa è la grande differenza rispetto ai condannati a morte. È molto duro vedere una persona morire e vederla morire con il cronometro in un'ora stabilita.

Ethel Johnson - Parente vittima
La differenza è che chi sa si può preparare mentre la vittima no.

MADRE di Richard Cartwright

Adesso andiamo al funerale. Così dopo tanti anni potrò toccare mio figlio.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Con quei parenti che erano al mio fianco durante l'esecuzione, ho tentato di parlare: si sono rifiutati, come molti altri parenti delle vittime che ho cercato durante questo lungo lavoro. Forse perché vorrebbero cancellare quello che hanno visto e subito, o forse perché temono il giudizio di coloro che, senza aver conosciuto un dolore così grande, stanno dall'altra parte.

SUSAN HOWLEY - Victims of crime
Non vi posso rispondere in veste ufficiale se sono pro o contro la pena di morte. Vi posso dire che c'era gente dell'associazione che era assolutamente a favore della pena di morte ma che poi ha cambiato idea, dopo aver assistito ad una esecuzione. O perché ha visto che è stato tutto troppo rapido. O perché non si è sentita realizzata nel suo desiderio di giustizia.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Di certo è che l'opinione generale in Texas è di apprezzamento della pena capitale. La gente di Huntsville sembra quasi fiera di ospitare la camera della morte.

DONNA
E' un paese carino. Mi piace. Perché sono a favore della pena di morte? Perché serve a ridare sicurezza alla società. E il fatto che ci siano stati degli errori giudiziari dipende dal fatto che nulla è perfetto

UOMO
Il crimine deve essere arrestato!. Si ci possono essere degli sbagli. Ma ora i crimini sono molto di più di quando ero giovane io, e bisogna fare qualcosa. La pena di morte contrastare tutti questi crimini e omicidi.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Nel 1989 la società americana di criminologia intervistò 67 presidenti ed ex presidenti di associazioni di criminologi e scoprì che il 90% di loro riteneva che la pena di morte non è mai stata , non è, e non potrà mai essere un deterrente maggiore di una lunga detenzione. Nel 1999 un gruppo di studiosi presieduto da Joan Sorensen hanno esaminato i dati provenienti dallo stato che ha il maggior numero di esecuzioni, il Texas, e non hanno trovato prove a sostegno del fatto che la pena capitale possa avere un qualche effetto deterrente. Ricordiamo che negli ultimi 30 anni solo nell'Illinois 12 persone sono state condannate a morte e solo dopo si è scoperto che erano innocenti. Mentre122 in tutto il paese sono state liberate dopo anni di carcere.

La pena di morte nasce come risarcimento alla vittima e deterrente: la gente ha paura di morire e perciò non commette i reati che sono puniti con la morte, quindi per ridurre il crimine basta estendere l'uso della pena capitale. L'esperienza ha dimostrato che non è vero e la vecchia Europa l'ha abolita tanti anni fa. Oggi Nel mondo sono 86 i paesi abolizionisti totali, 24 la prevedono ma di fatto non la applicano. Fra questi c'è la Russia, ma con tanti lati oscuri.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Quando all'inizio degli anni Novanta il regime sovietico si trasforma in una democrazia di ispirazione occidentale, Yeltsin promette di sospendere le esecuzioni capitali. Dal '93 le condanne a morte non vengono pi eseguite. E probabile che si tratti di concessione fatta alle pressioni dell'Europa, ma tant'è.
Questo è il carcere di massima sicurezza di San Pietroburgo: una fortezza secolare che risale al tempo degli zar, con dentro 3500 carcerati.
Le carceri russe sono note per le scandalose condizioni igienico-sanitarie dei detenuti. A guidarci è il cappellano di San Pietroburgo. Col cambio di regime è esplosa la criminalità in cerca di denaro facile. La corruzione dilaga e in carcere finisce soprattutto la bassa manovalanza della mafia russa che vanta appoggi ai massimi livelli politici. Su questi schermi vengono tenuti sotto controllo i punti caldi della prigione. I condannati a morte sono reclusi sottoterra, in mezzo ad epidemie di tubercolosi e altri virus resistenti ad ogni antibiotico.
Il direttore del carcere ci mostra i documenti di Kostantin Anatolevic.
Kostantin vive nelle fondamenta della prigione e oggi ha avuto il privilegio di salire al piano superiore, in una cella per visitatori.

KOSTANTIN ALATOLEVIC - Condannato a morte
Sono stato condannato per rapina e omicidio. Ho ventinove anni. io Non ho nulla di cui pentirmi, sono stato condannato per un omicidio che non ho commesso. Spero nell'appello.

POPE - ALEXANDR GRIGORIEV - Cappellano del carcere di San Pietroburgo
Crede a Dio?

KOSTANTIN ALATOLEVIC - Condannato a morte
Diciamo che credo in forze superiori.

POPE - ALEXANDR GRIGORIEV- Cappellano del carcere di San Pietroburgo
Questa forza si chiama Dio, non hai mai il desiderio di rivolgerti a lui?

KOSTANTIN ALATOLEVIC - Condannato a morte
È una cosa personale e non mi va di parlarne.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
In quest'ala sono detenuti i minorenni, molti ragazzini di 14, 15 anni

RAGAZZO 1
Ho quasi sedici anni. Mi chiamo Alexiei: sono accusato di furto d'appartamento.

RAGAZZO 2
Ho sedici anni. Sono sospettato di furto.

JITENIOV ALEKSANDR IVANOVIC - Dir. carcere massima sicurezza di San Pietroburgo.
Condanna a morte e ergastolo non sono previsti per i minori. La condanna massima è di dieci anni, a prescindere dalla gravità del reato..

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Dopo una lunga trattativa con il direttore del carcere, mi accompagnano giù per queste scale, nelle segrete dove abita Kostantin e tutti i condannati a morte. Mi dicono che è la prima volta che entra una telecamera. Freddo, umido, malattia. Ma non sono i santi a finire quaggiù, e quindi non bisogna farsi prendere dalla pietà. Mi preoccupa un po' la denuncia del mondo scientifico occidentale quando scrive che proprio nelle prigioni russe potrebbe esplodere una incontrollabile e devastante bomba biologica.
La condanna a morte è stata ufficialmente sospesa, quindi questa gente rimarrà qui finché campa. Mi chiedo: non è meglio morire?

GUARDIA CARCERARIA
Ci sono casi di tubercolosi. Abbiamo qui un condannato che dovrebbe essere curato in un ospedale civile, ma il tribunale non prende decisioni e allora lui attende la sua morte qui, sulla panca di una prigione.

JITENIOV ALEKSANDR IVANOVIC - Dir. carcere massima sicurezza di San Pietroburgo.
Tenete presente che una condanna troppo dura può diventare un pretesto per altri crimini, persino per il terrorismo. Noi dobbiamo alleggerire questa pena, la mancanza di libertà è già di per sé terribile. Io sono stato in Inghilterra, le carceri sono come alberghi eppure ci sono casi di suicidio per la mancanza di libertà. Chi ha commesso un crimine se ne deve pentire. Che rimanga in prigione e si penta di quanto ha fatto e si guadagni il paradiso, come il ladrone che si è pentito in croce accanto al Signore. Chi viene giustiziato passa alla vita eterna da dannato. Il prezzo dell'anima non può essere quantificato.

JITENIOV ALEKSANDR IVANOVIC - Dir. carcere massima sicurezza di San Pietroburgo.
E' una questione complessa, giudicare le persone,. Ci sono persone che riconoscono i propri crimini, che si sono pentite e sono pronte a espiare le proprie colpe. Ma La maggior parte non ammette le proprie colpe o le ammette solo parzialmente.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Da questo carcere di San Pietroburgo proveniva parte della manodopera gratuita impiegata nelle miniere doro e di carbone della Siberia. Era l'epoca di Stalin e dei Gulag, dove quasi 3 milioni di persone morirono. Queste erano le celle di isolamento all'interno di uno dei Gulag di Kolima e queste sono le scarpe di gomma che i detenuti si costruivano da soli per sopravvivere all'inverno siberiano. Mironovic è uno dei pochi che è riuscito a salvarsi.

MIRON MARCOVIC ETLIS - Sopravvissuto Kolima
Che rimanga impresso nella vostra mente il ricordo di queste sofferenze perché nessuno al mondo debba mai più sperimentare nulla di simile ai Gulag e i milioni di morti che ci sono stati non siano stati sacrificati per niente.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Dietro la lodata moratoria russa sulla pena di morte ci sono testimonianze che rivelano di criminali giustiziati sommariamente da speciali Squadroni della Morte, se non allineati politicamente.

ANDREJ MIRONOV - Memorial Mosca
In Russia viene applicata la moratoria alla pena di morte però allo stesso tempo sono organizzati dalla Stato gli Squadroni di Morte che uccidono centinaia di persone ogni anno. Queste sono esecuzioni extragiudiziarie e questa è la politica dello Stato denunciata solo dagli attivisti per i diritti umani.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
La moratoria non è applicata nei due stati satelliti dell'ex impero: in Uzbekistan e Bielorussia. Paesi lontani, dagli occhi e dal cuore. A chi potrà mai interessare la richiesta di giustizia di queste due donne?

DILOBAR KHUDOBERGANOVA - Membro Ass. contro pena di morte Uzbekistan
Mio fratello studiava all'Accademia di belle arti al secondo anno, è sposato e ha due figli. è stato accusato di estremismo religioso, di terrorismo e di un omicidio. È stato sottoposto a elettroshock, non gli hanno dato né da bere né da mangiare ed è stato bastonato con una spranga, ma non ha mai ammesso di essere colpevole. Però quando gli dissero che avrebbero portato qui sua madre, sua moglie e sua sorella e che le avrebbero violentate davanti ai suoi occhi, si prese la colpa di tutti i delitti che non aveva commesso. Il giorno precedente alla condanna mi è stato proposto di pagare 20.000 dollari per evitare che venisse condannato. Adesso si trova nel braccio della morte.

TAMARA CIKUNOVA - Pres. Ass. contro pena di morte Uzbekistan
A questa signora hanno chiesto 20.000 dollari per il fratello, a me ne sono stati chiesti 60.000 per mio figlio. Ma di cosa stiamo parlando, quando in Uzbekistan lo stipendio minimo è di 5 dollari? Il mio unico figlio è stato fucilato il 10 luglio nella prigione di Tashkent. E io so che è stato condannato ingiustamente.

DILOBAR KHUDOBERGANOVA - Membro Ass. contro pena di morte Uzbekistan
Tutti gli interrogatori sono stati fatti senza avvocato. Durante il processo non è stato provato nulla. Non è stato trovato ne un singolo fatto ne un testimone, eppure il giudice lo ha condannato a morte.

TAMARA CIKUNOVA - Pres. Ass. contro pena di morte Uzbekistan
In Uzbekistan i mezzi di informazione sono sottoposti a censura e nessuno da noi parla della pena di morte e del fatto che il sistema giudiziario è corrotto. Gli avvocati che io avevo assunto non sono stati ammessi all'inchiesta e gli è stato dato un avvocato d'ufficio che non è mai stato presente agli interrogatori e si limitava a firmare i protocolli. Dopo le mie proteste gli è stata revocata la licenza e tolta anche la laurea, ma intanto mio figlio è stato fucilato.

DILOBAR KHUDOBERGANOVA - Membro Ass. contro pena di morte Uzbekistan
Quando in Uzbekistan nel 1999 è iniziata la repressione contro i musulmani praticanti, alle autorità non interessava se la persona fosse colpevole o no. Se uno sa l'arabo e va a pregare in moschea significa che è un estremista. Quando cercavano mio fratello hanno torturato tutta la famiglia. Se facessero questo ad un cattolico perché va a messa cosa direbbe?

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Succede anche ai cattolici, in Pakistan per esempio. E adesso cambiamo continente. L'unico studio scientifico recente fatto al di fuori dagli Stati Uniti è quello del professore nigeriano, Adeyemi. In Nigeria si punisce con a fucilazione la rapina a mano armata e l'omicidio. Lo studio ha dimostrato che in certi periodi questi crimini aumentavano e in altri diminuivano senza che fosse possibile dimostrare un nesso fra pena di morte e i reati. L'Africa, o comunque alcuni paesi africani si stanno avviando verso la moratoria. E siamo in Malawi.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO

Undicimilioni di abitanti, 70.000 morti all'anno di aids e due milioni di sieropositivi. L'aspettativa di vita si ferma a 37 anni. In Malawi le carceri sono 23 . Quello di Zomba è di massima sicurezza, e risale agli anni del colonialismo inglese. Queste immagini e queste storie risalgono a tre anni fa quando l'ho visitato la prima volta. Qui dentro non si sconta solo una pena, si consuma anche la vendetta dello Stato contro chi ha avuto il torto di sbagliare. Un prigioniero è stato brutalmente ucciso dai secondini perché aveva ritardato a rientrare in cella. Un carcerato, che ha sottratto 50 dollari alla cassa dell'ufficio delle tasse è stato condannato a 8 anni di lavori forzati. Le guardie carcerarie rubano ai prigionieri tutto quel che può essere rivenduto. E qui ci sono i condannati a morte.La storia di Liviele ha fatto scalpore: è stato ad un passo dall'esecuzione capitale. Finito nel braccio della morte con l'accusa di essere tra i responsabili dell'uccisioni e mutilazioni di alcune donne. Pezzi dei loro corpi venivano venduti in Sud Africa per farne pozioni per la stregoneria. Ma mentre Liviele era in carcere gli orrendi crimini continuavano.

LIVIELE
- EX condannato a morte
Al processo non mi hanno mai ascoltato. Mi accusavano di andare in Sud Africa, e io non ci sono mai stato in vita mia! Sono ricorso in appello e lo stesso giorno dell'appello si sono accorti che non c'era nessuna prova contro di me! Quello stesso giorno sono tornato in libertà.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Negli anni della dittatura queste storie restavano chiuse dentro le mura delle prigioni, ora vengono raccontate con indifferenza. Vera Chirwa e il marito, entrambi avvocati, sono stati tra le prime vittime del dittatore. Suo marito è morto nel braccio della morte, e lei oggi stila, per conto delle Nazioni Unite, il rapporto annuale sulle prigioni africane.

VERA CHIRWA
- Incaricata ONU per i diritti umani in Malawi
Noi eravamo legati mani e piedi al pavimento. Dovevamo usare un secchio per i nostri bisogni. Lo stesso che poi usavamo per bere. Dormivamo incatenati per terra. Il cibo, poi, era terribile. Quando qualche volta ci davano il pesce sembrava facessero apposta a farli marcire prima di darceli. Molta gente moriva per il cibo. Noi donne riuscivamo a cavarcela in qualche modo ma per gli uomini era anche peggio.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Sono 64 i condannati a morte e ricoperti di scabbia e piaghe. Ricordiamo che molti di loro non hanno avuto l'assistenza di un avvocato. "Occhio per occhio crea un mondo di ciechi", canta Lucius Banda, il più popolare artista del Malawi: "Il criminale, è vero, ha ucciso. Ma se per vendetta anche noi lo impicchiamo alla forca, dov'è la differenza?"Oggi in Malawi c'è la democrazia e il sistema giudiziario prevede la pena di morte attraverso l'impiccagione, però da oltre 10 anni non viene eseguita, facendo entrare questo paese nel novero degli abolizionisti.

BAKILI MULUZI - Ex presidente Malawi
La costituzione del Malawi prevede la pena di morte e io come cittadino devo rispettare la costituzione. Ma quando divenni presidente mi sono detto che dovevo tenere conto dei diritti umani. Togliere la vita ad un essere umano è una cosa molto seria e io non voglio essere associato a queste morti. Penso che quello di dare la morte è un potere che spetta solo a Dio.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
La mancanza di fiducia nel sistema giudiziario porta spesso la gente a chiedere l'intervento dello stregone per influenzare il risultato del caso presentato alla corte.

BINGU WA MTARIKA - Presidente Malaxi
Sono presidente da aprile del 2004, ma anch'io come il mio predecessore non intendo applicare la pena capitale.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
A distanza di tre anni, nel luglio scorso sono tornato nel carcere di massima sicurezza di Zomba. Ma questa volta il braccio della morte è chiuso.Una catena ed un lucchetto confermano che dentro non c'è più nessuno. Le condanne a morte sono state trasformate in ergastolo.

GUARDIA CARCERARIA
È quasi un anno che è chiuso.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Anche in Zambia c'è una grande pressione da parte dei vescovi per ottenere l'annullamento della pensa capitale dalla Costituzione.

PETER HERIOT - Gesuita Zambia

Il presidente dello Zambia ha dichiarato che non firmerà condanne a morte.
In effetti ci sono casi di alcuni militari giovani che dovrebbero essere giustiziati.
E lui ha detto che Non firmerà.
Ora noi gesuiti spingiamo per modificare la costituzione.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Anche il Senegal indica che l'Africa sta cambiando.

ABDOULAYE WADE - Presidente del Senegal
Sono per la tutela dell'uomo, nonostante ci siano delle contraddizioni profonde sull'argomento. Bisogna abolire la pena di morte.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Nella non applicazione della pena capitale, in alcuni paesi Africani, più dell'autentica convinzione morale, molto probabilmente una sua influenza, la pressione dell'Unione Europea e la continua dipendenza dagli aiuti internazionali: se con una mano vi diamo cose, dall'altra però voi cominciate a rispettare i principi dei diritti umani. Quando la pressione ha una contropartita qualcosa succede. La contropartita in Cina non c'è. E la Cina dopo Singapore è il paese con il più alto numero di esecuzioni capitali al mondo, in rapporto alla popolazione.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
La Cina è il colosso che condizionerà la politica del nuovo millennio. È ancora un paese comunista, corrotto e repressivo, ed è anche il primo paese al mondo per numero di esecuzioni: 1200 il numero ufficiale, dalle 3 alle 5mila secondo Amnesty International, 10mila secondo il parlamentare cinese Chen Zhonglin. E prende sempre pi consistenza il sospetto che le esecuzioni capitali cinesi alimentino il traffico internazionale di organi.

AMANDA S.WHITFORTH - Dipartimento Legale dell'Università di Hong Kong

Una cosa che bisogna capire è che la corte qui non funziona come nei paesi anglosassoni. Ogni corte agisce come preferisce, nella costituzione sono scritti i diritti dei cittadini, ma poi nella pratica è molto facile non rispettare questi diritti, senza subirne le conseguenze. Il partito comunista ha il potere di muoversi al di sopra dei dettami della costituzione.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Ma la gente comune comincia a defilare scandalizzata anche dalle discriminazioni e dalla sospetta corruzione di funzionari e magistrati che troppo spesso applicano pesi e misure diversi a seconda delle classi sociali ed economiche dei condannati. Padre Mella ha vissuto tutte trasformazioni cinesi degli ultimi 30 anni: numerose, rapide e straordinarie. Alcune leggi invece sono rimaste immobili nei secoli.

PADRE MELLA - Missionario PIME
Siccome la persona viene considerata fino a un certo punto. L'importante è che come paese ci sia un progresso in tutto. Ci vuole un progresso appunto anche per fare diminuire la criminalità e tante volte ci sono queste campagne contro la criminalità e per queste campagne vengono fissate determinate quote che ogni regione deve raggiungere come persone messe in prigione e, al limite, come persone che devono essere condannate a morte, con condanna a morte eseguita.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
In Cina, non c'è bisogno di una vera giustificazione per dare alcune pene. Il vero motivo per cui si punisce è dare una sorta di rieducazione agli altri.

QU XINJIN - Avvocato penalista
Considerando l'interesse della maggioranza della popolazione, attualmente è necessaria la pena di morte. Personalmente considero che questa non sia un metodo efficace per colpire i crimini, ma il processo di cambiamento richiederà tempo.

WANG JANCHENG - Docente di Legge Università di Pechino
Nell'antica Cina, esistevano 5 tipi di pena di morte molto crudeli, per esempio, veniva strappata la pelle dal viso e dal corpo; venivano strappati gli arti, dividendo il corpo in due metà; legandoli con delle funi a dei cavalli. Per queste ragioni il popolo cinese è più tollerante verso la pena di morte. Poi c'è stata la rivoluzione culturale, e la legge non veniva molto rispettata, successivamente Deng Xiaoping utilizzava leggi particolarmente severe per colpire il crimine. Per tutte queste ragioni il popolo cinese è abbastanza favorevole. Lo sono meno gli intellettuali, ma non tutti.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Ufficialmente la pena di morte viene presentata come un freno alla criminalità. Per questo viene data ampia pubblicità alle esecuzioni che vengono concentrate in date particolari come il capodanno cinese o il 26 giugno, giorno nazionale di lotta contro la droga. Oppure a settembre, il mese del convegno del Partito e della Assemblea nazionale del Popolo, perché siano di esempio a tutti.

QU XINJIN - Avvocato penalista
La statistica ufficiale oscilla tra i 2000 e i 300 giustiziati. È difficile conoscere la cifra esatta.

AUTORE
Certo che se le statistiche ufficiali non sanno se le persone giustiziate sono 2000 o 3000, è inquietante.

QU XINJIN - Avvocato penalista
È perché le condanne vengono date dalle corti di giustizia provinciali, però nel giro di un paio d'anni sarà la corte suprema a giudicare le condanne alla pena di morte, allora saremo più chiari.

AUTORE
Si dice che gli avvocati cinesi che difendono i condannati alla pena capitale non siano preparati.

QU XINJIN - Avvocato penalista
Non credo. Tutti gli avvocati cinesi non sono sufficientemente preparati.
Mentre per la difesa dei condannati a morte, vengano utilizzati gli avvocati più preparati.

PADRE MELLA - Missionario PIME
Questo caso è un caso capitato proprio nella provincia dove è nato Mao Tse Tung. Un contadino è stato accusato ingiustamente di avere ucciso la ragazza, di avergli smembrato il cadavere: è stato condannato a morte nonostante continuasse a protestarsi innocente anche il giorno in cui l'hanno portato al posto dell'esecuzione. È stato ucciso. E la ragazza, che qui vediamo nella foto, è tornata a casa dopo 15 anni da un'altra provincia della Cina. Questi casi nella stampa cinese appaiono sempre più frequentemente. Per il momento probabilmente più della metà della gente pensa che sia giusto mantenere la pena di morte.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Per controllare lo sviluppo demografico, negli anni di Mao, venne sancito l'obbligo per ogni famiglia di avere un solo figlio. Meglio se maschio, perché in Cina la figlia femmina se ne va nella casa dello sposo, e lascerà soli gli anziani genitori. Il risultato è stata una strage silenziosa valutata nell'ordine di milioni di vittime , poiché tante famiglie nelle campagne hanno sacrificato le neonate per poter ritentare fino ad avere il maschio. E a questa famiglia l'unico figlio maschio è stato ucciso.

MADRE
Hanno bussato alla porta di notte. Se non è una cosa grave non vengono a chiamarti a casa di notte. il mio cuore è impazzito, per me non esisteva più nulla. Non accetti la morte di un figlio di 20 anni!

PADRE
Mio figlio era un poliziotto e Quel giorno si è trovato coinvolto in un conflitto a fuoco con un delinquente della mafia, che gli ha sparato un colpo al collo e l'ha ucciso. Poi è fuggito.

AUTORE
E poi com'è andata a finire?

PADRE
Il giorno dopo la polizia l'ha braccato e entro 12 ore l'avevano già preso. Quando abbiamo ricevuto la notizia della condanna a morte noi siamo stati molto contenti. Ne hanno parlato tutti i giornali e le televisioni.

AUTORE
In questo modo pensate di aver avuto giustizia?

PADRE
Sì certo. La legge dice che se ammazzi un poliziotto devi essere fucilato, e la condivido in pieno!

MADRE
È giusto. Era un pericolo per la società!

PADRE
I giudici hanno fatto bene doveva morire, e tutti quelli che hanno subito un dramma come il nostro la pensano come noi!.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
In Cina Si applica la pena capitale per 68 reati diversi: omicidio, stupro, ferimento grave, corruzione, spaccio di droga. Queste sono altre immagini, recuperate sottobanco, si riferiscono appunto ad una sentenza per traffico di stupefacenti. Il condannato viene poi caricato su un camion e trasportato nel luogo dell'esecuzione.

AUTORE
Voi avete 68 tipologie diverse di reati che prevedono la pena di morte

WANG JANCHENG - Docente di Legge Università di Pechino
Perché la nuova legge le ha dettagliate. Per esempio oggi ci sono maggiori varietà di definizione per lo stupro. E poi esistono. tipi di crimini che non esistevano 20 anni fa, come la droga o il rapimento delle donne per venderle come schiave; poi la corruzione, ed altri ancora. Non è corretto dire che il governo ha aumentato le tipologie dei crimini, li ha soltanto definiti meglio.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Nell'ideologia marxista non c'è mai stato posto per i buddisti tibetani, per i cristiani, le minoranze religiose, gli uigur islamici, che si rifugiavano qui ad Hong Kong. Oggi la repressione non è più quella di un tempo, con una eccezione: quella dei seguaci di una setta di ispirazione buddista, i Falun Gong. Questa donna è una di loro. L'abbiamo seguita per le vie del quartiere cinese fino ad una delle sedi clandestine del movimento.

FIONA CHING - Membro Falun Gong
Questa è un membro del Falun Gong: è stata arrestata. Questo è l'uomo dell'ufficio del lavaggio del cervello. È stata picchiata sulla testa perché ha detto nel Falun Gong c'è molta gente in gamba. Il Falun Gong è perseguitato perché ha troppi membri. Il partito comunista vuole controllare anche la tua mente e il tuo pensiero, non permette di vivere liberamente.

QU XINJIN - Avvocato penalista
La religione Cristiana in Cina è legale, invece la filosofia Falun Gong è illegale, perché è un'organizzazione che propaganda la fine del mondo ed il loro comportamento danneggia l'ordine della società cinese.

FIONA CHING - Membro Falun Gong
Questo e' un altro caso di tortura per la stessa ragione: l'hanno torturata in faccia con delle scosse elettriche, poi è morta. È un caso recente questo.
Ufficialmente non ci sono cifre, si parla di 2000 persone ma sappiamo che sono molte di più le condanne a morte, superano sicuramente le 100mila. In molti casi non ce nessun tipo di processo. Queste persone vengono torturate e uccise di nascosto. Dal 1999 ad oggi sappiamo di almeno 2000 persone morte, con nome e cognome.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Questo documento è stato registrato di nascosto con un videotelefono. È il colloquio dietro le sbarre di un condannato a morte in attesa di esecuzione.

SORELLA di un condannato a morte
Mio fratello è stato incriminato di sequestro e rapina. È dentro da due anni
Con un trattamento disumano.
I condannati portano pesanti catene ai piedi e ce ne sono tantissimi così. Li vedo ogni volta che vado a trovare mio fratello.
Ho registrato il suo viso e la sua voce perché così l'avremmo sempre con noi.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Il sistema usato per l'esecuzione capitale è la fucilazione. Il condannato bendato e inginocchiato viene ucciso con un colpo alla nuca. Il costo del proiettile addebitato alla famiglia. Queste immagini sono tra le rarissime esistenti sfuggite al controllo dell'esercito che gestisce le esecuzioni, anche se è evidente che solo un militare può averle girate. Questo sistema verrà presto sostituito dall'iniezione letale.
Nel dicembre del 2003 Amnesty International ha denunciato un fatto che ci riguarda da vicino. Ha chiesto alla Fiat di intervenire presso la sua consociata cinese di Nanchino, produttrice di veicoli Iveco, perché non vengano utilizzati come camera della morte ambulante. Infatti 15 veicoli Iveco sarebbero stati attrezzati per raggiungere le varie corti penali di giustizia ed eseguire la condanna a morte, con iniezione letale, appena emessa la sentenza. Queste sono le uniche immagini esistenti: il furgone è attrezzato con il radar e in sistema di video sorveglianza. All'interno lo stesso lettino della camera della morte visto in America. La motivazione ufficiale è che in questo modo si riducono i costi dell'esecuzione.

WANG JANCHENG - Docente di Legge Università di Pechino
L'automezzo che viene utilizzato è quello in dotazione alla polizia. Non so dire che tipo sia. La legge cinese prescrive che i condannati a morte non possano essere esibiti al pubblico.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Non è bello da sentire per tutti coloro che hanno qualche problema giudiziario.
Ma un vecchio proverbio cinese dice: si ammazza la mosca per spaventare la tigre.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Nelle maglie della grande espansione si nasconde e prolifica una gigantesca corruzione, e alla fine a pagare è il pesce piccolo e la discussione sui diritti umani va lenta in una Cina che va velocissima. E chi ha soldi si salva la pelle anche nei paesi più integralisti. È il caso dell'Iran, sulla cronaca di queste settimane per le dichiarazioni contro lo Stato di Israele. Un paese duro, come le immagini che adesso vi mostreremo e dove solo la parola "diritti umani" è impronunciabile.


VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
La centrale della discordia sta a 7 ore di viaggio da Theran. Per visitarla ho fatto una regolare richiesta, e dai funzionari governativi ho avuto l'okay. Sono in due ad accompagnarmi, e a loro io pago la giornata e la macchina. Quando arriviamo sul posto si scopre che tutto quello che sono autorizzato a filmare è il cartello all'ingresso "Chi spacca l'atomo trova il Sole". Io invece spaccherei la faccia ai due rubasoldi che stanno con me. Dicono di aver riaperto la centrale per ragioni scientifiche legate alla produzione di energia. Gli Stati Uniti non ci credono e minacciano attacchi preventivi. Secondo gli americani l'Islam sciita sta pensando alla bomba atomica. Gli Ayatollah negano, e nega anche il nuovo presidente, ma il dubbio è inevitabile, visto che l'Iran è il secondo produttore al mondo di petrolio. Ed è secondo anche per numero di esecuzioni nella classifica degli stati che applicano la pena di morte: in media 200 ogni anno.
Qui si impicca per una decina di reati diversi, dall'omicidio alla droga, all'abbandono dell'abito religioso. L'adulterio prevede la lapidazione che però da due anni non viene eseguita. L'impiccagione avviene su una pubblica piazza, con un macabro rito che dovrebbe servire a scoraggiare il ripetersi del crimine. Queste immagini, sfuggite al controllo della polizia politica, ci sono state fornite da esponenti dell'opposizione rifugiati all'estero. Nell'agosto scorso sono finiti appesi al cappio due ragazzi, un diciottenne e un suo amico ancora minorenne accusati di pratiche omosessuali.

AUTORE
Lei è un'autorità in questo paese, approva che due ragazzini vengano impiccati perché omosessuali?

SAANEI - Grand Ayatollah
L'Islam non prevede la condanna per questo, è la legge del governo, non l'Islam! Il Corano prevede la lapidazione, ma verso il minorenne bisogna considerare la sua crescita mentale, la sua capacità di comprendere e scegliere.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
In altre parole un minorenne "maturo" e omosessuale va impiccato, mentre se è un po' "indietro" rispetto alla sua età, forse si salva. Secondo la legge islamica, infatti possono essere puniti con la pena capitale i maschi di età non inferiore ai 15 anni e le bambine che abbiano compiuto 9 anni. Oggi i minorenni in attesa di esecuzione sono una trentina. Un anno fa il governo iraniano aveva promesso di sospendere le esecuzioni agli autori dei reati commessi sotto i 18 anni, ma l'impegno non è stato mantenuto.

SHIRIN EBADI - Premio Nobel per la Pace
Le commissioni europee, prima di chiedere di rendere conto di promesse fatte, consultino un avvocato. Il ministero della giustizia ha emesso una circolare con la quale chiedeva ai tribunali di non giustiziare i minori di 18. Ma una circolare non può ostacolare l'adempimento di una legge! E la nostra legge non prevede a quale età finisce l'infanzia! Se una ragazza di 10 anni commette un crimine verrà punita come un uomo di 40 anni, perché la legislatura presume che una ragazza di 10 anni sia abbastanza matura per essere responsabile delle sue azioni. Invece per partecipare alle elezioni la stessa ragazza deve avere almeno 15 anni. E con tutte le nostre proteste finora non abbiamo concluso niente.

SAANEI - Grand Ayatollah
Secondo la legge islamica quando una persona decide di uccidere spetta ai figli della persona uccisa, o ai genitori, decidere la punizione. I parenti posso perdonare il criminale chiedendo soldi. E il governo li incoraggia e li premia affinché perdonino.

AUTORE
Lei è un religioso, è a favore o contrario alla pena di morte?

MOHAMMAD ALI ABTAHI - Mullah
Il alcuni casi è necessaria e in altri no.

AUTORE
Il Corano, prevede la pena di morte?

MOHAMMAD ALI ABTAHI - Mullah


AUTORE
Il Corano però parla di rispetto della vita non di pena di morte!

MOHAMMAD ALI ABTAHI - Mullah
Nel Corano, l'esecuzione non è una cosa obbligatoria, ma permette di fare esecuzioni se si sparge il sangue di qualcuno, se si commette una strage di massa o un grave crimine.

AUTORE
Mi può citare un punto del Corano dove è scritto questo?

MOHAMMAD ALI ABTAHI - Mullah
No, non posso.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
La risposta è misteriosa. La legge iraniana è inflessibile, ma anche qui, come a casa nostra, pecunia non olet. Se sei stato condannato per un omicidio, puoi evitare la condanna a morte pagando un compenso in denaro ai parenti della vittima. Non c'è nemmeno bisogno di transitare dal grande avvocato, si va direttamente al portafogli.

SAANEI - Grand Ayatollah
Il fondatore delle repubblica islamica dell'Iran, Komeini, non ha mai permesso la lotta armata, mai ha permesso di uccidere le persone, perché l'Imam non riconosceva il terrorismo e perché era un vero musulmano che apprezzava l'umanità.

AUTORE
La pena di morte non viene applicata solo per il terrorismo ma per adulterio, e omosessualità. In questi casi non c'è nessuna vittima da tutelare, anzi la vittima è solo illapidato!

SAANEI - Grand Ayatollah
Per lapidare, ci vuole la testimonianza di almeno 4 uomini, che hanno riconosciuto da vicino l'atto dell'adulterio e devono confermare al giudice. Oppure l'adultero o l'adultera vanno dal giudice a confessare per almeno 4 volte lo stesso reato. C'è quindi la volontà di colui che ha commesso il reato di essere punito.AUTORECome fa a sostenere che l'Islam è la religione più giusta?

MOHAMMAD ALI ABTAHI
- Mullah
Non credo che l'Islam sia l'unica religione completa per arrivare alla realtà. Tutte le religioni monoteiste hanno una base comune che è Dio! L'Islam è la ragione è l'intelletto, quindi se si utilizza l'intelletto e la ragione, è più facile arrivare alla verità tramite l'Islam.

AUTORE
Secondo la Sharia il denaro può risarcire il dolore. La verità a cui si arriva è che se uno ha soldi se la cava se non ce li ha viene impiccato.

MOHAMMAD ALI ABTAHI - Mullah
In un certo senso sì, credo sia giusto che chi ha i soldi e può risarcire i famigliari della vittima possa salvarsi la pelle.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
L'Iran è accusato da George Bush di essere uno degli stati canaglia che appoggiano il terrorismo internazionale, e dall'Europa di calpestare sistematicamente i diritti civili. A guidare le scelte politiche sono le autorità religiose.

AUTORE
Siete così sicuri di essere nel giusto?

MOHAMMAD ALI ABTAHI - Mullah
Da iraniano sciita penso che dovremmo avere più considerazione per i diritti umani. A volte non li rispettiamo, e questo non è per colpa della Sharia, ma per colpa di quelli che hanno in mano il potere.

AUTORE
Voi avete abbastanza potere.

MOHAMMAD ALI ABTAHI - Mullah
Bin Laden ad alta voce chiama il mondo all'odio, alla morte ; George Bush è cristiano e attacca l'Afghanistan e ha cominciato a fare le guerre ingiuste, poi c'è Sharon che è ebreo, ma certamente il suo governo non rappresenta l'ebraismo. La religione oggi è rappresentata da persone false come Bin Laden, come Bush o come Sharon.

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Ad incitare i fedeli è l'Imam. Nell'Iran impenetrabile degli Ayatollah e degli Imam però lavora il dissenso. I giovani e le donne chiedono una società più libera ed egalitaria. Nessuno ha il coraggio di parlare e quelli che lo fanno hanno paura, perché la polizia segreta è onnipresente.

RAGAZZO 1
I delinquenti non sono tutti uguali. Un ladro forse ruba per necessità si dovrebbe chiuderlo in un istituto di correzione, ma uno che uccide o commette adulterio commette un crimine che non è perdonabile.

RAGAZZO 2
Supponiamo che tu sei drogato e tenti di attaccare anche a me il tuo vizio. Allora cosa bisogna fare per fermarti? Certo non mettendoti in prigione! L'unico modo di affrontare questi criminali è di ucciderli!

RAGAZZA
Se la legge fosse così efficace da distinguere tra i veri criminali ed i delinquenti comuni, allora potrei dire che la pena di morte è una cosa giusta. Invece si ammazza il piccolo delinquentello!

VOCE DELL'AUTORE FUORI CAMPO
Shirin Ebadi, nella lista nera delle autorità sciite per la sua difesa dei diritti umani in Iran, ha conquistato nel 2003, il premio Nobel per la Pace.

SHIRIN EBADI - Premio Nobel per la Pace
Le nostre leggi non vanno d'accordo con gli obblighi internazionali del nostro governo. Per esempio, la testimonianza di due donne in tribunale equivale alla testimonianza di un uomo. Il valore della vita di una donna equivale la metà del valore di un uomo. Questo significa che se un automobile investe
un uomo ed una donna, quest'ultima riceve metà del risarcimento che spetta ad altro. Le pare normale?

MONSIGNORE GIANFRANCO RAVASI
Si sa bene che la pena di morte che viene vista come una sorta di grande deterrente dal male, deterrente dalla violenza non è assolutamente questo mostro che impaurisce. Tanto è vero che proprio all'interno, da un punto di vista statistico, all'interno di regimi che hanno adottato la pena di morte si consumano lo stesso grado, se non il grado superiore, certe volte, di delitti. Ed era questa una delle ragione che aveva portato insieme a tante altre di stampo illuministico, aveva portato un pensatore milanese Cesare Beccaria e della sua opera "Dei delitti e delle pene". Quest'opera che ho l'onore, devo dire, di custodire proprio all'interno di questo mio studio. E all'interno di questa libreria c'è l'autografo, quindi il testo manoscritto "Dei Delitti e delle pene" o come lo aveva intitolato lui "Delle pene e delitti", che nel 1764 Cesare Beccaria aveva composto è, come sapete, e come si sa, il grande testo fondamentale dell'Occidente, della cultura anche liberale dell'Occidente contro la pena di morte.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Al Beccaria dobbiamo molti dei principi civili a cui oggi siamo abituati. La pena di morte, scrive, è ingiusta in quanto immorale e antieducativa: "Non si può insegnare ad un popolo a ripudiare l'omicidio se lo Stato stesso ne fa uso" . Le ultime indicazioni della chiesa cattolica scritte nel compendio del catechismo
a proposito del quesito "quale pena si può infliggere?" si legge "Quando i mezzi incruenti sono sufficienti, l'autorità si limiterà a questi mezzi, perché corrispondono meglio al bene comune, alla dignità della persona, e non tolgono al colpevole la possibilità di redimersi".
Però non è stata così audace da bandire la pena di morte in maniera definitiva e radicale.

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