Rai 3
Televideo

Puntata del 21/05/2006

ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA - aggiornamento del 28/03/04

in onda il 21.05.06

di - Ambiente

ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA - aggiornamento del 28/03/04

Inchiesta: Com'è andata a finire
Argomenti: Ambiente
Stagioni: 2006
Autori: Giorgio Fornoni


MILENA GABANELLI IN STUDIO
Dopo l'11 settembre, tutte quelle armi chimiche, batteriologiche e nucleari che la Russia ha prodotto nel corso degli anni, che non si sa bene quanto controllate siano e da chi,hanno cominciato a far paura e si è pensato che sarebbe meglio smantellarle. Nel 2002  a Kananaskis in Canada i g8 decidono di  stanziare 20 miliardi di dollari per finanziare progetti di cooperazione  con la federazione russa .L'Italia si è offerta di contribuire con 1 miliardo di euro. Nel 2004 la situazione era questa

AUTORE
Tre anni fa, in una temperatura polare, avevamo visitato nel nord della Russia, vicino al mare di Barents, la cittadella chiusa di Severodvinsk.
Nell'ultimo decennio, la Russia ha messo fuori servizio 193 sottomarini nucleari, 117 appartenenti alla flotta del nord e 76 a quella del Pacifico e smantellare questo arsenale è una questione ambientale planetaria e la Russia, dice, che i soldi per farlo non li ha.
Gli scafi prigionieri del ghiaccio sono ciò che resta della grande flotta di sottomarini atomici. Tra quelle lamiere arrugginite ci sono ancora i reattori nucleari di propulsione, missili e siluri.

OPERAIO SALDATORE
Vivo qui a Severodvinsk con la mia famiglia. Lo stipendio è misero, ridicolo, ci vorrebbe sempre di più. Sono qui dall'82, capisce? Sono 22 anni.

AUTORE
Gli operai lavorano duro e fingono di non vedere tutti questi pericoli per non perdere il posto di lavoro. L'accordo internazionale ha previsto la demolizione dei sottomarini atomici con capitali americani e norvegesi, poiché questi due Paesi sono i più esposti alla contaminazione dell'Artico. I lavori però vanno troppo adagio in rapporto alle necessità, anche perché la burocrazia russa rallenta tutto e di questo passo ci vorranno quasi cento anni se non si interverrà radicalmente.

NIKOLAI V.CALISTRATOV- Direttore Generale Zvyozdochka
Quando si lavora con sommergibili tutto è chiaro: tagli la parte che contiene il reattore, questa rimane a galla e tutto è elementare. Ma cosa vada fatto qui non lo sa nessuno. Nessuno se ne occupa.

AUTORE
Tutti questi rottami rappresentano un rischio ambientale perfino superiore a quello dei sottomarini, ma evidentemente la priorità degli interventi va a ciò che rende in termini economici, non a quello che è più pericoloso per l'ambiente.

RTR TELEGIORNALE DI BRYANSK
Giorgio Fornoni, all'incontro con il Governatore non è stato avaro con le domande, ma Yuri Lovkin ha tranquillizzato il popolo italiano.

GOVERNATORE
Lo stanziamento di questi mezzi per la liquidazione delle armi chimiche da parte dell'Italia lo consideriamo come l'inizio pratico dell'interesse da parte dell'occidente. Secondo noi la realizzazione di questo progetto deve essere preceduta dalla costruzione di ospedali, case, scuole. Questa è la nostra ferma pretesa che deve venire prima della costruzione della stessa fabbrica per la smaltimento di armi chimiche. Probabilmente le cronache creeranno negli italiano un normale senso di paura ed i contribuenti preferiranno, pagare e dormire sonni tranquilli piuttosto che aspettare in ogni momento una nube tossica dalla fredda Russia.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Le nubi viaggiano e anche le acque radioattive. Loro se ne fregano, noi abbiamo paura e paghiamo
Dopo l'accordo canadese, l'anno scorso sono stati stanziati i primi 360 milioni di euro per il nucleare e l'appalto è andato alla Sogin, la società italiana nata nel 99 da una costola dell'enel per la gestione e messa in sicurezza delle centrali nucleari in Italia. L'accordo prevede lo smantellamento di 3 sottomarini nucleari , la messa in sicurezza di 7 basi navali, la costruzione di depositi di stoccaggio per il combustibile, scorie e rifiuti. La Sogin non ha nessuna  precedente esperienza e allora perché l'appalto è andato a loro? Com'è andata a finire.

MASSIMILIANO NOBILE- Direttore SOGIN sede di Mosca. La domanda è assolutamente pertinente e allora dico che i sottomarini rappresentano soltanto uno dei sei progetti che abbiamo citato ed è direi l'unico progetto su cui i lavori saranno sostanzialmente svolti da imprese russe.

CARLO JEAN- Presidente SOGIN SpA
Non è tanto la Sogin che agisce in prima persona, ma un complesso di società italiane che sono specializzate nel settore e che saranno selezionate da Rosatom che è l'agenzia per l'energia atomica in Russia.

AUTORE

La natura burocratica non tecnica della Sogin ha costituito un elemento di polemica fin dall'inizio. Tutto quello che c'è fino ad adesso sono un consiglio di amministrazione di nomina politica, un presidente generale in pensione e dipendenti assunti per via clientelare, questo almeno è quanto hanno scritto i giornali e ci sono in merito anche alcune interrogazioni parlamentari.

ALEANDRO LONGHI- Senatore
Io sulla questione Sogin ho fatto ben otto interrogazioni, le prime sono di febbraio, le ultime sono di aprile e devo dire che il governo,nonostante il regolamento del Senato prescriva che entro vento giorni si debbano avere risposte non ha mai risposto, probabilmente non sa cosa dire e non vuole dire, la cosa è grave io ho posto delle questioni e il governo dovrebbe rispondere anche perché il proprietario della Sogin è il Ministero del tesoro, è Tremonti. E lì è stato segnalato e approfondito alcune questioni, ci sono state e assunzioni di tipo clientelare e degli appalti che io vorrei sapere se sono stati fatti con gare pubbliche o sono stati fatti a trattativa diretta e la cosa sarebbe gravissima. 

CARLO JEAN- Presidente SOGIN SpA
Il problema fondamentale adesso è abbiamo fatto un holding interno, l'holding interno è stato passato al comitato di vigilanza e sono in corso ulteriori accertamenti perché un cosa la segnalazione di un nome perché se lei ha un figlio che fa domanda alla Sogin e nessuno ha mai conosciuto, mi scrive una lettera così "mi interessa sapere a che punto è la pratica di mio figlio" io le rispondo, ma questo cosa significa è un'assunzione di carattere politico... no, non è così.

ALEANDRO LONGHI- Senatore
Io so che l'incarico è stato dato anche allo studio Previti, vorrei sapere perché proprio a quello. Queste invece sono le raccomandazioni. Qualche briciola anche alla Lega Nord attraverso il Dottore Paolo Mancioppi che è consigliere comunale per la Lega nel comune di Piacenza è nel consiglio d'amministrazione della Sogin è anche amministratore delegato della Luc Lecco che è al 60% Sogin e al 40% Enea.

AUTORE
Il nostro partner tecnico è il Minatom, da sempre al centro di scandali e sospetti di corruzione.
 
MASSIMILIANO NOBILE- Direttore Sogin SpA sede di Mosca
Siccome fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio noi abbiamo previsto tutto un piano di controlli puntali sullo svolgimento dei lavori cioè dire il contratto prevede dei pagamenti a fronte di mail stone precisi, cioè dire l'ultimo elemento di combustibile è stato scaricato, abbiamo pattuito questo prezzo, io ti pago a quel punto.

AUTORE

Ci risulta però che il suo ex presidente, Adamov sia stato detenuto in una prigione svizzera per frode e corruzione.
Su di lui sono pesate anche due richieste di estradizione: americana e russa.
Ora si trova sequestrato in una prigione russa.
Era lui uno dei maggiori promotori per importare scorie nucleari.

GREGORY PASKOV - ex ufficiale Marina Militare Russa - giornalista L'ex capo del Minatom, Adamov, prendeva direttamente decisioni a livello intermedio e i soldi stanziati da alcuni Paesi gli rimanevano attaccati alle mani.
A un fenomeno come quello della corruzione in progetti di svariati milioni, anzi miliardi, come è il decommissioning di sommergibili nucleari, purtroppo è difficile sfuggirne.

AUTORE
Ma quanti sommergibili sono ancora effettivamente da smantellare?
Il Minatom parla di poche decine ma il balletto dei numeri è continuo e inquietante.  

MASSIMILIANO NOBILE - Dir. SOGIM Spa Sede di Mosca

Su 197, 133 gia smantellati e 64 ancora da smantellare o  in via di smantellamento.

EDUARD B.BAAL - Capo produzione Svyozdochka
Quanto tempo ci vuole per smantellare un sommergibile nucleare?
Dipende. Diciamo all'incirca tra i 9 e i 12 mesi.

AUTORE
Facendo i calcoli sui 193 messi fuori servizio e trattati nell'ultimo decennio, non finiremo prima del 2050.
Senza contare il problema ambientale relativo alla conservazione dei rifiuti radioattivi.  

GREGORY PASKOV - ex ufficiale Marina Militare Russa - giornalista
A tutt'oggi non esistono tecnologie approvate ufficialmente che possano consentire il decommissioning di sommergibili già tagliati.
Si è giunti alla conclusione che il blocco a tre sezioni è il tipo di blocco con il quale è possibile fare qualcosa, ma questi blocchi tagliati in tre sezioni se ne rimangono lì anche per vent'anni, la sezione che conteneva il reattore e le due sezioni adiacenti, le sezioni contaminate e cosa fare in seguito non lo sa nessuno.

AUTORE
Ma il pericolo viene anche dalle coste del Pacifico, dove un terzo di quell'arsenale giace dimenticato da tutti. Vladivostok, la capitale russa della flotta del Pacifico, non è più quel luogo irraggiungibile, tra la Siberia e il Giappone.
Ma i sottomarini sono più lontano, nei golfi di Razboinik e Pavlo Vskogo.
Impossibile arrivarci. Su questa fascia di costa si stende ancora, impenetrabile, la cortina del segreto militare. Per quanto si sa, dei 76 sottomarini destinati allo smantellamento solo alcuni sono stati effettivamente trattati con le tecniche del decommissioning nucleare.
Almeno 31 sono rottami arrugginiti e contaminati sui quali non si sa come intervenire.
Queste immagini esclusive sono state fornite dall'ex ufficiale della Marina russa, Paskov, oggi giornalista specializzato sui temi ambientali.
Per le sue denunce, si è fatto tre anni di carcere e oggi continua la sua battaglia contro la censura militare.
Queste immagini, filmate e fornite dallo stesso Paskov, mostrano momenti in cui spudoratamente vengono scaricati in mare grandi quantità di bombe e tonnellate di liquidi radioattivi proveniente da sottomarini nucleari.
 All'interno di queste carcasse semiaffondate, ci sono, ancora intatti nel loro carico radioattivo, i reattori atomici e le barre di combustibile nucleare. Per mettere in sicurezza queste bombe silenziose, occorrono mezzi speciali e grandissime competenze tecniche.
I pochi mezzi messi a disposizione dagli Stati Uniti e dal Giappone negli anni Novanta si stanno esaurendo e ancora non c'è nessuna previsione attendibile sul futuro di questa operazione.
I 20 miliardi di dollari stanziati dal G8 a seguito dell'accordo di Kananaskis, nel 2002, sono stati tutti indirizzati all'intervento sulla flotta del Nord.
Nessuno sembra preoccuparsi dei sottomarini abbandonati nel Pacifico.

BORIS V. PREOBRAZHENSKY - Docente esperto di ecologia
Nel 1985 nella baia di Charma, si è verificata una situazione di emergenza.
E' saltato il coperchio di un reattore nucleare di un sommergibile a causa del rigido aumento del volume del reattore per l'acqua che si è riscaldata in fretta.
C'è stata un'esplosione a caldo. Il coperchio è volato via. Dieci membri dell'equipaggio che si trovavano lì sono stati letteralmente spiaccicati sulle pareti e nell'aria sono finite grandi quantità di sostanze radioattive.
Quando si lavora con materiali di fissione, sorge una gran quantità di sostanze pericolose per le quali, per il loro stoccaggio o per il recupero non ci sono posti sul nostro pianeta.
Pertanto pensare di nascondere nelle profondità della terra, in qualche miniera profonda, le capsule nelle quali si trovano i reattori nucleari e che questo sia sicuro nei secoli a venire, di questo non se ne può nemmeno parlare.
Come studioso ritengo che, ne' buttare le sostanze radioattive nel cratere di un vulcano, ne' affondarle negli abissi dell'oceano, ne' nasconderle in qualche miniera, sia una adeguata garanzia che le generazioni future non avranno problemi a causa loro.
Rimarrà un elevato pericolo di mutazioni genetiche indesiderate.

AUTORE
C'è anche un'altra domanda da porsi.
E' attraverso questo accordo che potremmo sbolognare in Russia le scorie destinate al tanto discusso e mai realizzato deposito di Scanzano?  

CARLO JEAN- Presidente SOGIN SpA

C'è questa possibilità.
Attualmente c'è stata una modifica di una legge Russa che è stata già fatta nel 2003,
la legge 411 che riguarda la possibilità di stoccaggio temporaneo in Russia,
temporaneo significa 50, 100 anni e così via delle scorie.
Però, poi evidentemente succede che cosa? Che ai nostri pronipoti gli lasciamo le scorie che sono in Russia e devono portarsele in Italia oppure sono soggetti alle autorità russe e a delle specifiche, diciamo così, sarebbe monopolista la Russia e potrebbe provocare delle richieste molto, molto forti.

TELEGIONALE BECTN
La flotta sottomarina Russa celebra oggi il suo primo centenario.
Con questa occasione a Severodvinsk è stato fatto coincidere l'inizio dei lavori di costruzione del sottomarino di quarta generazione Vladimir Monomak che sarà dotata di missili strategici Balava. 

GREGORY PASKOV - ex ufficiale Marina Militare Russa - giornalista
Si dice che la Russia non ha i soldi per smantellare i sommergibili nucleari.
Come può essere vero se ha i soldi per costruirne di nuovi?
Solo negli ultimi cinque anni sono stati costruiti tre sommergibili atomici nuovissimi di quarta generazione, armati con missili più moderni.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
La Russia da noi prende tutto: paghi e porti i rifiuti, poi paghi per riportarteli via e paghi per smantellare il loro vecchio arsenale: è il prezzo per non aver avuto guerre in casa per tanti anni. Ma che loro si costruiscano i sommergibili di 4 generazioni mentre noi li liberiamo di quelli vecchi....non si può proprio far finta di niente. 

Rai.it

Siti Rai online: 847