Rai 3
Televideo

Puntata del 24/04/2005

LA SANITÀ E' UN LUSSO?

in onda il 24.04.05

di - Salute

LA SANITÀ E' UN LUSSO?

Autori: Stefania Rimini
Argomenti: Salute
Inchiesta: A confronto
Stagioni: 2005

FRANCES CATALANO
Se vuoi vedere qualcosa di bello, vieni dentro. Queste sono le due torri, l'undici settembre. Vedi l'aeroplano? Di là c'è mio nipote che si sta facendo un sandwich. Vivo qui da 59 anni.

LEONARD STANGO
Questa è la tipica famiglia americana di tutti i giorni. Vuoi qualcosa da mangiare?

AUTRICE
Devi pagartele tu queste medicine?

FRANCES CATALANO
Il ticket!

AUTRICE
E di quanto?

FRANCES CATALANO
Alcune vengono 40 dollari per 3 mesi, altre vengono 50 dollari per tre mesi. Per i generici non c'è il ticket. Questa è la mia tessera dell'assicurazione.

AUTRICE
Tu hai l'assicurazione sociale?

LEONARD STANGO
Io ho l'assicurazione sociale.

FRANCES CATALANO
Ha un triplo bypass.

LEONARD STANGO
Un attacco di cuore.

AUTRICE
Doppio bypass?

FRANCES CATALANO
Triplo!!

AUTRICE
E come va adesso? Quindi non hai dovuto pagare niente per la tua malattia?

LEONARD STANGO
Ero nel Padrino! Nel "Padrino parte seconda".

AUTRICE
Davvero?!

LEONARD STANGO
Falle vedere il piede!

FRANCES CATALANO
Mi hanno appena operato al piede. Mi pare che costa più di 3 mila dollari, solo l'operazione!

AUTRICE
Ma ha pagato l'assicurazione.

FRANCES CATALANO
Sì.

AUTRICE
Sì, ma quanto spendi per l'assicurazione sanitaria?

FRANCES CATALANO
78 dollari, me li scalano dalla pensione.

AUTRICE
Tutti i mesi?

FRANCES CATALANO
E poi il ticket!

AUTRICE
Per andare dal dottore quant'è il ticket?

FRANCES CATALANO
Per il medico di famiglia, 10 dollari.

AUTRICE
E per l'ospedale?

FRANCES CATALANO
Per l'ospedale, se mi ricoverano pago 50 dollari per la notte . Poi sono 100 dollari al giorno per i primi tre giorni, dopodiché il resto lo pagano loro.

AUTRICE
Però puoi andare solo da alcuni dottori e in alcuni ospedali.

FRANCES CATALANO
Da quelli convenzionati, solo da quelli.

AUTRICE
Hai una lista?

FRANCES CATALANO
Oh, un libro!

AUTRICE
Me lo fai vedere? Oh, è enorme! E il tuo dottore che ti dice da chi andare?

FRANCES CATALANO
E sono tutti convenzionati, per la visita mi costa solo 25 dollari.

AUTRICE
E se vai da uno che non è convenzionato?

FRANCES CATALANO
In quel caso sei costretto a pagare quello che vuole il dottore.

AUTRICE
Che può essere quanto?

FRANCES CATALANO
Potrebbe essere 250 dollari, potrebbe essere 300.

AUTRICE
Non te lo potresti permettere?

FRANCES CATALANO
Ah!

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Buonasera, al confronto fra il nostro sistema sanitario e quello americano è dedicata la puntata di oggi. Nel 2000 l'OMS aveva comparato i sistemi sanitari dei 191 paesi membri, in base a combinazione di vari indici, la sanità italiana era risultata fra le più efficienti ed economiche al mondo, mentre l'America compariva al 37 posto. Il nostro è un sistema pubblico che ogni anno viene eroso un po' e si va sempre di più verso un incremento del privato, e allora guardiamolo per bene il sistema fondato sulla sanità privata.. Tanto per cominciare più della metà delle spese mediche si concentrano nella vecchiaia, e vista l'alternativa è la cosa più straordinaria che ci possa capitare, cominciamo proprio dai vecchietti, e dal paese più evoluto al mondo. La nostra Stefania Rimini

AUTRICE
Lei è qui in America da quanto?

SIGNORA
Sono qui da 40 anni.

AUTRICE
Ha avuto bisogno di andare qualche volta in ospedale?

SIGNORA
Mi ho rotto una volta tutte e due le braccia sono andata all'ospedale, mi hanno ingessato.

AUTRICE
Le hanno chiesto i soldi?

SIGNORA
No, avevo l'assicurazione, ho pagato solo 30 dollari e poi l'assicurazione ha pagato tutto.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
In America una persona anziana riceve automaticamente un'assicurazione sanitaria offerta dal Governo federale, la cosiddetta Medicare.

PIA SCARFÒ - Medicare Rights Center
Il Medicare è un'assicurazione medica per le persone con più di 65 anni e che abbiano lavorato perlomeno 10 anni negli Stati Uniti. Il Medicare da l'80 per cento di copertura medica.

SIGNORA 1
Ho il Medicare. All'ospedale o dal dottore pago solo il 20 per cento, per il resto paga Medicare

PIA SCARFÒ - Medicare Rights Center
La gente con un reddito molto basso può ottenere il Medicaid. Il Medicaid è un'altra assicurazione medica che si offre alle persone anziane, che può essere ricevuta dalle persone che hanno un reddito molto basso. Il Medicaid da una copertura per il 20 per cento. Quindi, l'80 per cento il Medicare e il 20 per cento il Medicaid: sono coperti al 100 per cento e non pagano più niente.

AUTRICE
L'assicurazione sociale paga tutto?

ANNA
Tutto, anche le medicine.

AUTRICE
Se dovesse pagare lei?

ANNA
Non ce la farei mai!

PIA SCARFÒ - Medicare Rights Center
Ma sono molto poche le persone che possono avere il Medicaid. Bisogna essere molto poveri, uno da solo deve avere meno di 660 dollari la mese, quindi meno dei nostri 400 euro.

SIGNORE 1
Non ci danno l'assicurazione per i poveri perché dicono che ho una casa. Mia moglie non lavora, io non lavoro...

MOGLIE
Mi hanno licenziato perché mi ero ammalata.

AUTRICE
E l'assicurazione sanitaria che le davano al lavoro?

MOGLIE
Basta, è finita anche quella.

SIGNORE 1
La settimana scorsa il dottore mi ha fatto una ricetta. 30 pastiglie mi costavano 110 dollari. Non ho potuto comprarle, perché non avevo i soldi.

PIA SCARFÒ - Medicare Rights Center
Uno che ha più di 65 anni e non è così povero ottiene il Medicare, ma il Medicare ha grosse lacune. Per alcune visite specialistiche come l'oculista, come il dentista, come l'otorinolaringoiatra il Medicare non paga.

AUTRICE
E rimborsa le analisi?

PIA SCARFÒ - Medicare Rights Center
Il Medicare paga solo per alcuni tipi di analisi. Per esempio il Medicare ancora non paga per la mammografia. Il Medicare non paga per le ricette mediche.

ROSE
Sto andando dal dottore perché ho un problema al piede. Devo pagarmele io le medicine. Sono molto care.

AUTRICE
Spende molto per le medicine?

BENITO
Oh, sì, a volte 100, a volte 90, a volte 75 dollari, perché te le fanno pagare così care...

GUILLERMO
Devo pagare tutto, perché non ho l'assicurazione per i poveri. Ma non ci penso neanche a pagare. Se mi mandano il conto dall'ospedale lo straccio e lo butto, io non pago, io non pago!

PIA SCARFÒ - Medicare Rights Center
Il Medicare quindi lascia dei vuoti molto grandi e quindi l'unica opzione per le persone anziane è lasciare il Medicare e iscriversi ad alcune assicurazioni private.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Queste assicurazioni private danno agli anziani una maggiore copertura medica rispetto all'assicurazione pubblica. Le assicurazioni private infatti passano anche le medicine e le visite specialistiche, a fronte del pagamento di un ticket. Tuttavia, gli anziani che si fanno l 'assicurazione privata poi si trovano con delle limitazioni. Possono andare solo dai dottori convenzionati con la loro compagnia e solo nell'area in cui vivono, altrimenti devono pagarsi tutto di tasca propria.

SIGNORA 3
Il mio dottore è convenzionato con l'ospedale Lenox Hill, per ogni cosa mi devono mandare là. Se mi vogliono mandare da un altro dottore, devo telefonare prima all'assicurazione 24 ore in anticipo e chiedere l'autorizzazione. Se non lo faccio, dopo sono tenuta a pagare tutto io.

ROBERT M. HAYES - Medicare Rights Center
In questo momento la Casa Bianca sta spendendo migliaia di dollari per convertire il programma di assicurazione per gli anziani, che è pubblico, in un programma che sarà gestito dalle compagnie di assicurazione private.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
La tendenza per il governo Bush è di incentivare l'uso delle assicurazioni private, anche per legge. La guerra costa come e più dell'assistenza ai vecchi. Ma anche in Italia la spesa per la spesa sanitaria si concentra quasi per metà dopo i 65 anni. In più da noi si campa più a lungo, quasi 80 anni, mentre in America solo 77. Quindi tenuto conto che il ricovero in ospedale è quello che incide di più, essendo il 47 per cento delle spese, è proprio il caso di dire che il miglior luogo di cura per l'anziano è casa sua.
Per dimostrare questo principio c'è un medico che regolarmente va a trovare a casa un gruppo di 350 anziani malati cronici sparsi nel parco nazionale d'Abruzzo.
La prima visita domiciliare di oggi è un'anziana in dialisi.

GIUSEPPE NICOLETTI - medico domiciliarista
Durante questi anni non è stata monitorata e cioè nessuno si è occupato di approfondire alcuni aspetti che possono complicare un paziente che è in dialisi e quindi poi come conseguenza le è venuta l'osteoporosi, ha fratture vertebrali diverse. Buongiorno Angela, come sta?

ANGELA
Bene. Ringrazio il signore.

GIUSEPPE NICOLETTI - medico domiciliarista
Puoi effettuare questa terapia per tentare di far saltare un pochino questa vertebra, in modo che tu possa essere almeno messa in carrozzina, perché in primavera conto di farti uscire. Perché allo stato delle cose questa paziente non può andare neanche sulla sedia a rotelle, cioè necessariamente deve essere in questa posizione a letto e non può alzarsi assolutamente mai.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Se la paziente fosse stata tenuta sotto controllo, avrebbero potuto trattarla preventivamente con i farmaci opportuni e un'osteoporosi così grave si sarebbe potuta evitare.

GIUSEPPE NICOLETTI - medico domiciliarista
Questo è un peccato perché le condizioni generali di questa paziente, a prescindere da questi problemi sono ottime.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Si poteva evitare. Ma andiamo avanti. La seconda visita domiciliare è una coppia di anziani mezzadri. Vincenza, 77 anni, ha una forma di artrosi grave. E il marito Tommaso, di 80 anni, che la assiste totalmente.

GIUSEPPE NICOLETTI - medico domiciliarista
Io lo dico sempre, qua se si abbatte Tommaso sono guai.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Ma quest'estate mentre lavorava nei campi, Tommaso si è sentito le vertigini.

GIUSEPPE NICOLETTI - medico domiciliarista
Gli misuro la pressione e aveva la pressione 230 su 110. Aveva avuto una crisi ipertensiva che poi si era stabilizzata in pressione alta. A quel punto ho fatto scattare immediatamente le visite di tipo specialistico: è stato accompagnato dal cardiologo, ha fatto le analisi del sangue e con una banale terapia anti ipertensiva siamo riusciti a risolvere e a controllare questa situazione.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Per Tommaso era stato proposto il ricovero, ma poi Vincenza sarebbe rimasta da sola, con la prospettiva del ricovero ella stessa.

VINCENZA
Io non posso camminare devo appoggiarmi ad una sedia per andare fuori.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
La presenza del medico domiciliarista ha evitato un infarto al marito e ha risparmiato un inutile ricovero alla moglie.

GIUSEPPE NICOLETTI - medico domiciliarista
Sono ricoveri lunghi, costosi e inutili, perché poi la paziente viene riportata nella stessa situazione da dove è partita, per cui non c'è nessun tipo di giovamento.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
La terza visita domiciliare è un anziano di 85 anni in dialisi, che ha avuto una complicazione da piaga da decubito.

GIUSEPPE NICOLETTI - medico domiciliarista
Questo è Pietro, un vecchio combattente come va?

PIETRO
Non bene.

GIUSEPPE NICOLETTI - medico domiciliarista
Pietro urlava praticamente dalla mattina alla sera. La piaga da decubito poteva e doveva essere evitata.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Adesso ci vogliono 3 persone per portarlo fuori 3 volte alla settimana per la dialisi, mentre fino a un anno fa il paziente era autonomo. E a parte tutto, quanto costa al servizio sanitario recuperare una piaga come questa?

GIUSEPPE NICOLETTI - medico domiciliarista
Può costare 6 mila euro, 10 milioni delle vecchie lire. Tieni duro, tu sei un vecchio mitragliere sei uno che ha fatto la guerra d'Albania per cui vincerai anche questa battaglia, ci vediamo la settimana prossima

PIETRO
Grazie mille.

GIUSEPPE NICOLETTI - medico domiciliarista
Ci vediamo la settimana prossima.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Su 100 anziani si riescono a risparmiare 150 giornate di ospedalizzazione all'anno, soltanto andandoli a trovare a casa senza aspettare che insorgano le patologie invalidanti, anche perché spesso ospedalizzare un anziano viene vissuto come una condanna a morte.

GIUSEPPE NICOLETTI - medico domiciliarista
Se lei considera che un solo caso di polmonite totalizza 25 giorni, ecco che quattro, cinque casi di polmonite, una frattura di femore perché non è stata vista l'osteoporosi e qualche altro caso, ecco qui che già intervenendo su 3 o 4 casi su 100 persone arriviamo alla cifra che le ho detto.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Semplice ed efficiente, salvo per un piccolo particolare: la Asl non prevede e non rimborsa questa figura del medico domiciliarista.

GIUSEPPE NICOLETTI - medico domiciliarista
Questa attività per noi è volontaria il senso di questa attività è esclusivamente quello di tentare di dimostrare che una diversa gestione delle già presenti risorse umane nel campo medico è possibile e soprattutto remunerativa.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Intanto però non vengono dati abbastanza fondi per il sistema sanitario nazionale. Tra il 1992 e il 2000, il finanziamento concesso alle Regioni è stato quasi sempre inferiore alla spesa effettiva dell'anno precedente. E il pronto soccorso che costa e non rende.

SERAFINO ZUCCHELLI - segretario Anaao Assomed, associazione medici dirigenti
Di questi ricorrenti al pronto soccorso, circa l'80 per cento non ha patologie di gravità tali che renderebbero necessario il ricorso al pronto soccorso. Potrebbero stare a casa o essere curati a livello ambulatoriale da altri medici, da specialisti, dal medico di famiglia. Questo aumenta i costi, rallenta i tempi di esecuzione degli esami e intasa dei luoghi che dovrebbero essere destinati a curare delle situazioni di emergenza.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Il Pronto soccorso italiano è normalmente intasato da 26 milioni di cittadini che si presentano spontaneamente, scavalcando il medico di famiglia e il poliambulatorio. Sono tutti troppo ansiosi?

SERAFINO ZUCCHELLI - segretario Anaao Assomed, associazione medici dirigenti
In gran parte del nostro paese il cittadino malato ha come unico punto di riferimento l'ospedale a Roma c'è qua solo l'ospedale, a Palermo probabilmente c'è quasi solo l'ospedale, a Napoli c'è quasi solo l'ospedale. Se il cittadino invece che esprime delle esigenze che sono rilevate dal suo medico o anche non rilevate dal suo medico, potesse essere curato e diagnosticato a casa, non ricorrerebbe necessariamente all'ospedale.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Il cittadino italiano va al Pronto soccorso anche perché si fa prima e la prestazione è gratuita o comunque gli costa meno che dallo specialista. Tant'è vero che le cliniche private, che ci devono guadagnare, non tengono il servizio di Pronto soccorso.In America invece sì, anche gli ospedali privati hanno il Pronto soccorso, ma se non hai l'assicurazione o almeno 250 dollari per pagare il conto, l'ospedale privato ti scarica al più vicino ospedale pubblico.

AUTRICE
Questa è l'ambulanza di un ospedale privato?

MAURIZIO MIGLIETTA - vicedirettore chirurgia traumatologica ospedale Bellevue
Questo non si può dire questo.

AUTRICE
Però è così.

MAURIZIO MIGLIETTA - vicedirettore chirurgia traumatologica ospedale Bellevue
Sì, perché può essere l'ambulanza di un ospedale privato e se il paziente non ha il seguro, l'assicurazione, viene qui nell'ospedale pubblico.

AUTRICE
Il privato non ne vuol sapere?

MAURIZIO MIGLIETTA - vicedirettore chirurgia traumatologica ospedale Bellevue
No.

MARY LOU ANABAS - infermiera ospedale Bellevue
Se sei un paziente e vieni al Bellevue, ci prendiamo cura di te, non importa se hai l'assicurazione o no. Curiamo tutti. Se sei malato sei malato!

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Se sei malato, sei malato però comunque la prima cosa che ti chiedono anche all'ospedale pubblico è che assicurazione hai. Cioè: chi paga?

IMPIEGATA
Se il paziente ha un'assicurazione privata, l'impiegata telefona all'assicurazione per informarli che il paziente è qui e per chiedere l'autorizzazione per prestargli il servizio di pronto soccorso.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Ma cosa succede se uno l'assicurazione non ce l'ha per niente? Come Luis, che è venuto dall'Ecuador per cercare fortuna negli States.

LUIS
Io lavoro qui, vendendo la programmazione di una tv via cavo, in queste condizioni subumane, a 20 gradi di temperatura sotto zero, a 20 sotto zero. Io non ho l'assicurazione sanitaria, lei può vedere la neve che c'è lì? E ciò nonostante io devo star fuori a lavorare per poter mantenere la mia famiglia. Perché ho una moglie e quattro figli e non abbiamo l'assicurazione medica perché non abbiamo i documenti in regola.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Cosa fa l'ospedale se un paziente non può pagare il conto?

ROBERT BOYD - vicedirettore commerciale ospedale Bellevue
Se è necessario si fa un accordo con il paziente, si vede quanti giorni è stato ricoverato e quanto dovrebbe pagare poi gli facciamo un piano di rate mensili o bimestrali per venirgli incontro.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Per i più poveri, ma con i documenti in regola, paga tutto l'assicurazione sociale, Medicaid. E quindi possono curarsi sia negli ospedali pubblici che in quelli privati.

PADRE DI UN PAZIENTE
Mio figlio è stato ricoverato in psichiatria per un po', ha l'assicurazione per i poveri per cui le spese sono state a carico dello Stato.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Che si paghi o no, anche in America quando si va al Pronto Soccorso c'è da aspettare.

MAURIZIO MIGLIETTA - vicedirettore chirurgia traumatologica ospedale Bellevue
Perché di solito abbiamo tanti pazienti, a volte aspettano 4 - 5 ore nella sala di emergenza.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Oppure chi non può permettersi un'assicurazione sanitaria va nei poliambulatori pubblici, come questo poliambulatorio a Chinatown, perché lì applicano ai pazienti una scala di tariffe agevolate.

IRIS LOZADA - vicedirettore poliambulatorio Gouverneur
I nostri pazienti sono per lo più senza assicurazione, quindi devono pagare. Di solito sono 20 dollari oppure 40 o 60 per la visita.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Un infermiere registra la paziente e apre la visita, controlla l'assicurazione e se non ce l'ha viene un incaricato dell'ufficio assistenza finanziaria. Dopodiché la paziente aspetta sempre nella stessa stanza, l'infermiera le rileva tutti i valori e prepara ogni cosa per il medico, che quando arriva trova tutto pronto.

DOTTOR COUN
Buongiorno Miss Hernandez, come va?

PAZIENTE
Bene, grazie.

DOTTOR COUN
Ora controlliamo le sensazioni sotto il piede. E un esame che i pazienti diabetici devono fare almeno una volta all'anno, verificare la sensibilità del piede. Mi dica solo se sente, sì o no.

PAZIENTE
Sì.

INFERMIERA
Miss Sonia Hernandez, posso avere la sua tessera? Adesso le stampo la ricetta, torno subito.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
In pratica è il poliambulatorio che ruota intorno al paziente e non il paziente che gira di qua e di là per il poliambulatorio. Il tutto dura un'ora.

INFERMIERA
Queste sono le sue medicine, torni tra un mese.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
La competizione tra ospedali è molto spinta. Per attirare i pazienti, si ricorre anche alla pubblicità diretta. Come per esempio fa l'ospedale privato Memorial Sloan Kettering, mèta di molti ricchi malati di cancro.

spot alla radio
Memorial Sloan Kettering Cancer Center, the best cancer care anywhere

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Lo spot dice: se la diagnosi è cancro, vieni al Memorial Sloan Kettering Cancer Center, le migliori cure per il cancro in assoluto.

spot alla radio: If the diagnosis in cancer, come to Memorial Sloanne Kettering first, Memorial Sloanne Kettering Cancer Center, the best cancer care anywhere. (se la diagnosi è cancro, vieni al Memorial Sloan Kettering Cancer Center, le migliori cure per il cancro in assoluto).

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Gli ospedali pubblici non vogliono essere da meno degli ospedali privati. La concorrenza si fa anche inventando nuovi metodi terapeutici. Come per esempio hanno fatto al Centro per il cancro dell'ospedale pubblico del Queens.

MARGARET KEMENY - oncologa Queens Cancer Center
Questa è una pompa impiantabile, la si mette sotto la pelle e con un ago si può riempire di chemioterapia. Il farmaco viene inviato direttamente dentro l'arteria epatica, che va al fegato. Le due cose insieme, il fatto che pompa senza interruzione e il fatto che va direttamente al fegato, rendono la terapia molto efficace.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Con questo sistema si possono dare maggiori dosi con meno effetti collaterali. Come anche per il cancro al seno.

MARGARET KEMENY - oncologa Queens Cancer Center
Questo è un nuovo modo di fare le radiazioni per il cancro al seno. Qui è dove metti il seme di cesio. Il seme è molto piccolo, lo metti su questa cannuccia e la infili dentro. Il seme sta dentro questo pallone e fa le radiazioni alla zona del seno circostante.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Il seme radioattivo viene inserito per 6 minuti, tutti i giorni per 5 giorni e questo è equivalente a 6 settimane di radiazioni. Il tutto si svolge in questa suite. Un terzo dei pazienti non ha i documenti in regola. Non importa, al centro pubblico per il cancro li curano lo stesso, anche gratis o con tariffe agevolate. Alla fine però un posto come questo va in rosso e deve essere sussidiato dal Comune per coprire le spese.

MARGARET KEMENY - oncologa Queens Cancer Center
Conosce la PET scanner, Tomografia ad emissione di positroni? E molto costosa. Lo scanner da solo costa 2 milioni e mezzo di dollari. Solo per comprare lo scanner. Non ce l'abbiamo ancora qui perché per il Comune è troppo caro, ma prima o poi dobbiamo procurarcelo perché sta entrando a far parte delle terapie contro il cancro. Ma questo succede anche in Italia, i costi della sanità stanno crescendo.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Succede anche in Italia, i costi stanno crescendo, però sono 30 gli ospedali pubblici che Nel nostro paese hanno la tomografia ad emissioni di positroni , più nota come pet. I costi, è vero stanno crescendo. Sul piatto di quest'anno ci sono 88,2 miliardi di euro. L'anno scorso 12 sono stati spesi solo in medicine. Siccome con il federalismo sanitario sono stati creati 21 servizi sanitari, questo vuol dire che ogni regione si deve arrangiare con i soldi che ha. L'anno scorso, la spesa farmaceutica è stata sfondata da Lazio, Campania, Puglia Calabria, Sicilia e Sardegna. Questo vuol dire che o sono sottofinanziate o spendono male i loro soldi.

NONNO
Ho 92 anni, bisogna usare le medicine. E sono care.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Capitolo medicine: in farmacia devono contribuire con due euro a confezione i siciliani, liguri, veneti, piemontesi, lombardi. In Calabria si accontentano di un euro. Va meglio ai lucani, campani, abruzzesi emiliani e toscani: lì non si paga ticket. Capitolo visite specialistiche: con questo tesserino uno che sta in Emilia Romagna telefona al centro unificato di prenotazione, che gli dice immediatamente dove c'è posto tra tutte le strutture. Invece uno che sta in Sicilia deve mettersi a girare per gli ospedali per trovare posto e quando lo trova danno appuntamento a tutti alla stessa ora.

prenotazioni a Villa Sofia


AUTRICE
Avete l'orario per la visita?

PAZIENTE
Alle 9, iniziano alle 9.

AUTRICE
Alle 9 tutti devono essere qua? E poi quindi quanto aspettate?

PAZIENTE
Dipende da quelle che ci sono. Ci sono i biglietti, fa prima chi prende il biglietto prima.

AUTRICE
Sì, sì. Questo è l'ambulatorio di cardiologia.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Gli stessi interventi non costano uguale a cento chilometri di distanza. Un parto per esempio viene rimborsato dalla Regione all'ospedale con 1600 euro in Piemonte, ma solo con 836 euro in Veneto. Forse le donne venete si sbrigano prima? E poi dicono che uno fa il turismo sanitario. Se hai il Parkinson, ti conviene risiedere in Lombardia, che ti passa gratis dei medicinali che nel resto d'Italia si pagano. Se invece hai il cancro, non ti conviene risiedere in Puglia perché là non si riesce a farsi la radioterapia se non si prende un treno. Se hai il diabete, ti conviene essere un trentino o essere un piemontese. Solo in quelle regioni infatti ci si può procurare la nuova insulina in farmacia.

ENZO PROVENZANO - diabetologo ospedale di Partinico
E un'insulina che si chiama Glargine, in commercio si chiama Lantus. E un'insulina lenta, quindi ad azione rivoluzionaria perché dura 24 ore e da un controllo glicemico migliore. Una migliore qualita di vita quindi evitando le ipoglicemie.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Fuori dal Trentino e fuori dal Piemonte i pazienti che richiedono questa insulina non la trovano in farmacia, devono solo sperare che il loro ospedale ce l'abbia, altrimenti restano senza.

VERA BUONDONNO LOMBARDI - Associazione italiana diabetici
Qui a Milano è disponibile soltanto in due ospedali, al San Paolo e al San Raffaele, perché gli altri ospedali ne sono sprovvisti. Perché dato che è cara quest'insulina, gli ospedali non la comprano.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Anche le strisce per rilevare la glicemia le passano le regioni, naturalmente, dove più e dove meno. La Lombardia per esempio ne da 30 al mese al diabetico non insulino-dipendente. 30 al mese che in Sicilia diventano 25 ogni due mesi.

ENZO PROVENZANO - diabetologo ospedale di Partitico
Io ho per dare un maggior numero di strisce ho dovuto motivare il perché. Io ne ho prescritte 50, 4 volte la norma, e rischio di essere richiamato da colui che legifera perché ho prescritto un quantitativo che è 4 volte la norma.

AUTRICE
Quante ne avrebbe potute prescrivere?

ENZO PROVENZANO - diabetologo ospedale di Partitico
25 ogni due mesi, invece queste sono 50 ogni mese.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Le Regioni, già che spendono tre quarti del loro bilancio per finanziare la sanità, ovviamente tirano a risparmiare, ma ognuna lo fa in modo diverso. Allora andiamo a vedere come si risparmia in Sicilia, come si risparmia in Emilia e come si risparmia in Lombardia.
In Sicilia la prima cosa che si nota è che è pieno di case di cura private. Questa qui per esempio è della figlia dell'assessore regionale alla Sanità.

PAOLO MEZIO - segretario regionale Cisl
Le convenzioni esterne in Sicilia credo che siano le più alte in Italia. Noi abbiamo qualche cosa come 1700 convenzioni esterne.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
E per metà privato per esempio l'Ismett, un centro di alta chirurgia gestito dagli americani. Questo invece è l'interno del centro traumatologico pubblico. Ci sono casi di ristrutturazioni di ospedali pubblici partite negli anni ottanta e mai finite, come questa.

ANGELO COLLODORO - segretario regionale Fials Medici
A Villa Sofia c'è un polo chirurgico incompleto, appaltato da 20 anni e solo da poco si dice che verrà completato. Quella e un'altra struttura, sempre di Villa Sofia i cui lavori sono completamente fermi da circa un decennio.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Il disavanzo per la sanità della Sicilia è stato di 453 milioni di euro nel 2004. Ad aggravare i costi contribuiscono i ricoveri inappropriati.

RENATO COSTA - segretario regionale Cgil Medici
Certo che i ricoveri sono inappropriati, e del resto vorrei che qualcuno si mettesse dalla parte nostra. Cioè noi che facciamo? Non ricoveriamo il bronchitico cronico riacutizzato perché è inappropriato? E che facciamo? Lo mandiamo a casa? Lo affidiamo alla famiglia. Cioè l'alternativa qual'è?

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
E il letto d'ospedale che costa. Di positivo c'è che in tutte le Regioni si sta registrando un calo dei ricoveri ordinari. In Emilia Romagna per esempio, il day hospital è il 60 per cento del totale dei ricoveri. Si ricoverano meno e si mandano a casa prima i pazienti, ma con dimissioni "protette".

SERAFINO ZUCCHELLI - direttore dipartimento di emergenza Ausl Modena
Una polmonite che viene dimessa in terza giornata perché sta già meglio, non è guarito, deve essere seguito. Allora ritornerà qua dopo sei o sette giorni, si controllerà la sua situazione clinica, si faranno alcuni esami di laboratorio, si farà un esame radiografico del torace e se sarà guarito tutto è finito. Altri cardiopatici saranno seguiti per un periodo più prolungato. Questo permette di ricoverare solo quelli che ne hanno veramente bisogno.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
In Emilia Romagna per ridurre i costi impropri hanno creato cooperative di medici di famiglia che prestano servizio anche il sabato e la domenica.

CATALDO PIANCONE - cooperativa Medici di famiglia associati
Questi cittadini sono venuti qua e l'unica possibilità era di andare in pronto Soccorso, perché non avevano altre risposte nel nostro territorio e penso anche in altri territori. Invece così noi togliamo questo tipo di lavoro al Pronto soccorso che può dedicarsi meglio, visto che è una struttura ad alta professionalità, a quelle che sono le esigenze vere di Pronto soccorso.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
La Lombardia ha puntato sul taglio dei posti letto e sull'apertura ai privati.

DANIELA MAZZUCCONI - ex commissario straordinario Policlinico di Milano
Però è accaduto che sono stati chiusi posti letto nel pubblico e un numero maggiore di posti letto sono stati accreditati nel privato. Stiamo parlando nel 2001 di 2 mila e 600 posti letto accreditati nuovi e 2 mila posti letto chiusi nel pubblico.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Siccome i privati ci devono guadagnare, hanno scelto quei settori della sanità più redditizi.

ANTONIO MARCHINI - segretario F.P.Cgil Sanità privata Milano
In Lombardia ci sono 15 centri cardiochirurgici, la media più alta italiana, in Svizzera ce ne sono 9. Perché è una di quelle branche della chirurgia altamente remunerative. Un intervento per bypass, per valvola cardiaca, ha un rimborso da parte della regione che varia da 15 a 18 mila euro.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Uno di questi centri cardiochirurgici privati è coinvolto in un'inchiesta per truffe ai danni di pazienti sottoposti ad interventi chirurgici non necessari.

DANIELA MAZZUCCONI - ex commissario straordinario Policlinico di Milano
E chiaro che quando io ho troppe realtà che offrono un prodotto, poi mi devo cercare i consumatori e qualche volta, se i consumatori non ci sono me li invento.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
E poi c'è la caccia al paziente che viene da fuori Regione, perché non concorre ai tetti di rimborso imposti dalla Regione Lombardia.
Fatto sta che le Regioni meridionali hanno dovuto spendere 860 milioni di euro nel 2002 per pagare ai propri residenti i viaggi della speranza. Finché la miglior cura resta il treno, possiamo considerare il nostro sistema sanitario equo?

ANGELA LABITA
Una cosa gravissima, sono stata operata a Palermo, io la prima volta. Hanno solo fatto di tutto per farmi morire, nient'altro. La tachicardia era a 200, ho delle carte che lo dimostrano, e se ne andata a 280 dopo l'intervento. Però l'intervento è durato 5 minuti perché ne dovevano fare 15 di interventi, per cui avevano fretta. Quando io sono stata a Pavia, quando mi hanno operata mi hanno detto: "signora lei rischia la vita, deve firmare, ci sono dei problemi seri e deve affrontare un intervento che può durare 5 ore, può durare 8 ore"… Io sbalordita perché me lo avevano tolto in 5 minuti, quindi per me i tempi erano quelli. Dice:" Signora, infatti si vede che il suo cuore ha avuto dei danni, perché ha peggiorato". Allora io dico: "ma perché, perché non dobbiamo avere una sanità adeguata e giusta in tutti i reparti".

Voce registrata al telefono:
operatore
Cup Regione Lazio. Benvenuti nel servizio di prestazioni sanitarie della regione Lazio.

BRUNA GIACOMI
Buonasera, dovrei prenotare una moc lombare e femorale.

Operatore
Attenda un attimo…
Data la sua richiesta, in questo momento in tutta Roma A hanno troppe richieste di questo genere, di conseguenza non prendono altre prenotazioni fino a che non si liberano un po' di posti… a volte capita.

BRUNA GIACOMI
Ma quanto tempo ci vuole per averla?

Operatore
Due mesi e una settimana.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Le liste d'attesa continuano ad essere un problema, secondo indagini Censis, per il 60 per cento dei cittadini, in qualsiasi regione.

STEFANIA GRANDI
Rivolgendomi ad uno dei più rinomati centri milanesi di fecondazione assistita, mi sono sentita dire che le liste di attesa era di due o tre mesi, questo alla fine del 2003. All'inizio del 2004, mi hanno detto che, per carenza di organico, risorse e problemi tecnici, la lista d'attesa raddoppiava, e poi è diventata di 9 mesi quando io ho potuto effettuare il primo tentativo.

AUTRICE
Lei quanti anni ha?

STEFANIA GRANDI
Io ne ho 36 e quindi avrei avuto bisogno di fare un tentativo in tempi più ravvicinati.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Che si cerchi di avere un bambino o che ci si sia feriti a un piede, il problema è sempre quello: c'è da aspettare.

Centro Traumatologico Palermo camera nascosta

MAMMA DI UN PAZIENTE
Per vedere se c'è una lesione al piede, che è stata una settimana fa, con la boccetta, doveva venire oggi con la prenotazione… dice: "No, prenota e ci vediamo a metà aprile".

AUTRICE
Cioè tra un mese e mezzo.

MAMMA DI UN PAZIENTE
Se va il piede in cancrena, mah, già un figlio mio ha rischiato di avere un piede tolto, operato qua, e ha rischiato di morire due volte, prima al piede qua, poi nella camera iperbarica, io ho preso le forbici, io, e ho rotto tutta la cosa perché gli gocciolava il piede, e ho trovato il piede completamente aperto.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
E molto difficile trovar posto per la riabilitazione dopo un intervento, le cliniche convenzionate ti possono rifiutare con la scusa che "il paziente non collabora" e anche quando ti prendono, dopo due mesi ti sbattono fuori, che tu sia guarito o no.

TERESA PETRANGOLINI - Cittadinanzattiva
E che dopo 60 giorni, in cui sei andato in una clinica, una struttura convenzionata per fare riabilitazione, finisce il pagamento della regione. Quindi o esci o continui pagandotela di tasca tua.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Per chi ha bisogno di fisioterapia va anche peggio. Carmelo e sua moglie la dovrebbero fare tutti i giorni, ma è stata loro sospesa.

CARMELO SUMA
Dal 22 febbraio è stata sospesa la fisioterapia, dicendo che non hanno i fondi, per cui devo stare senza fisioterapia per tre mesi, quindi dovrò riprendere ai primi di giugno. Intanto il mio male va avanti poiché questa è una fisioterapia che devo fare in modo continuato, non è possibile che io… quando poi al mese di giugno torno a rifarla, si ricomincia daccapo e io ho perso tutto quanto. Quindi peggioro anziché migliorare.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Al Tribunale del malato sono aumentate anche le segnalazioni di errori medici. Come è capitato a Maria, che era andata al pronto soccorso a farsi fare un emogas.

MARIA VAGLICA
Uno fra i tanti mi fece quest'esame e si è rotto l'ago, io penso, perché in quel momento non ho capito niente.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
L'ago si è rotto ed è rimasto dentro.

MARIA VAGLICA
No, non è operabile. Dice:"Prenda antidolorifici quando sente male"… e affari miei. Come va a finire? Mi sono messa in mano all'avvocato, mi hanno richiamato e mi hanno offerto 500 euro di risarcimento, dice:"Perché queste cose succedono all'ordine del giorno".

PIETRO MASSARO
Mentre mi facevano le trasfusioni, il momento era drammatico: o le facevo o morivo. E allora.. mentre le facevo piangevo, perché sapevo che mi potevo beccare qualsiasi cosa

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Dopo la trasfusione, Pietro scopre di essere positivo all'epatite B.

AUTRICE
E quando ha visto così?

PIETRO MASSARO
Sono stato malissimo. Ti cade il mondo di sopra un'altra volta, specialmente quando hai già pensato di morire l'anno prima per un'altra cosa.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Oggi Pietro si ritrova sano, poiché ha sviluppato da solo gli anticorpi al virus. Si ritiene comunque un uomo fortunato e ha voluto esporsi non perché cerca un risarcimento ma perché augura a se stesso una sanità più attenta.

ANGELA LABITA
Perché chi ha la salute purtroppo non può capire che cosa significa non potersi mettere la mattina in piedi o non vedere con gli occhi, come in questo momento mi sto trovando. E importante trovarsi delle persone vere, dei medici.. cioè, chi ha deciso di fare il medico, allora, quella professione o la fa con amore, e la fa vera, o va a fare un altro mestiere.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Il nostro ministro della salute ha ammesso che ogni anno mezzo milione di persone perde la salute per un'infezione contratta in ospedale. Per riassumere, premesso che i soldi fanno la differenza anche in Burundi, da noi l'assistenza è garantita a tutti per tutte le prestazioni, anche se la tendenza è quella di assottigliarle sempre di più: negli Stati Uniti la sanità pubblica assiste coloro che hanno un reddito inferiore ai nostri 430 euro al mese, con 431 ti devi fare l'assicurazione privata, se uno si ritrova temporaneamente senza lavoro sono fatti suoi , e poi assiste gli anziani che hanno superato i 65 anni di età. Ma non passa le ricette, non tutte le analisi, niente otorinolangoiatra, niente mammografia niente dentista, niente oculista. Se te lo puoi permettere ti fai un'assicurazione privata, altrimenti pazienza. Adesso vediamo cosa succede all'americano medio. L'unico paese industriale con una sanità dominata dal settore privato è l'America, quindi immaginiamo che per il pubblico loro spendano pochissimo! Non è vero rispetto ai paesi che hanno un sistema pubblico loro spendono di più. La spesa totale è del 14% del pil rispetto all'Europa che spende l'8%. Eppure da loro la mortalità infantile è del 7 per mille contro il nostro 5 per mille. Questo anche perché il sistema delle assicurazioni private incentiva i servizi che creano più profitto, e non necessariamente sono quelli più essenziali. E poi tende a selezionare il paziente. Tu rendi, tu non rendi, tu si, tu no.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Di solito infatti in America l'assicurazione sanitaria è compresa nello stipendio.

FRED
Mi hanno operato all'anca nel '99.

AUTRICE
Hai pagato tu?

FRED
L'assicurazione!

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Fred è fortunato perché non è uno dei 45 milioni di Americani a cui manca l'assistenza sanitaria. Negli Stati Uniti uno su cinque prega di non ammalarsi perché se succede è rovinato. Gail per esempio era direttrice di una rivista di storia dell'arte italiana, ma quando l'editore è cambiato, è stata licenziata.

GAIL ARONOW - storica dell'arte
Quando lavoravo per la rivista loro pagavano 80 per cento del prezzo dell'assicurazione medica. Poi ho perso questo posto ed è difficile trovare un altro posto, mi fa paura di essere senza assicurazione. C'è un sistema abbastanza buono, ma un ospedale, per esempio può costare 2 mila dollari per la camera sola ogni giorno, sarebbe un disastro.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Di solito chi non ha il posto fisso, non ha neanche l'assicurazione. Per esempio tutti i liberi professionisti, come Yale, che fa il regista e il compositore.

YALE STROM - artista multimediale
Metti, Dio non voglia, che mi rompo una gamba o che faccio un incidente. Ti dicono certo che ci prendiamo cura di te e il conto è di 6, 7, 9 mila, 10 mila dollari. E tu dici oh mio Dio sono tutti i miei risparmi! E vai in malora, letteralmente. C'è gente che è finita sulla strada perché non aveva l'assicurazione sanitaria.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Pur di non rimanere senza assicurazione sanitaria, molti Americani finiscono per pagarsela da soli. Ed è un salasso.

GAIL ARONOW - storica dell'arte
E abbastanza pesante, circa 600 dollari ogni mese.

ELIZABETH SCHWARTZ
Per noi tre spendevamo 9 mila dollari all'anno di premi assicurativi.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Non sono poveri, hanno alti e bassi, ma l'assicurazione è un problema per loro, figurarsi per gente che sta peggio o che non avendo i documenti in regola non può fare domanda per l'assicurazione pubblica per gli indigenti.

BLANDINA
A quanto sembra noi che non abbiamo i documenti in regola non abbiamo diritto a nessun tipo di assicurazione sanitaria. Per cui quando vado a fare una visita medica devo pagare tutto, le prestazioni, le medicine, tutto. Molte volte non mi posso curare perché mi mancano i soldi.

LUIS
Ho avuto qualche volta un problema di salute, ma non ci vado dal medico, perché solo la visita mi costa 200 dollari...... La visita! E poi ci sono le medicine, quelle proprio non sono alla portata del mio borsellino.

BLANDINA
Come faccio? Prendo qualcosa a casa, cerco di curarmi con qualche rimedio casalingo. Se vedo che peggioro, se ho i dolori, vado al pronto soccorso dell'ospedale pubblico.

MARCELINA
Anch'io quando ho un problema vado al pronto soccorso dell'ospedale. Spesso non badano a noi senza assicurazione. Si occupano di quelli che hanno l'assicurazione e di noi no. Ora mi stanno chiedendo 200 dollari dal pronto soccorso anche se non mi hanno fatto quasi niente. Per la verità non so se lo pagherò perché non ho i soldi per pagare.

LUIS
Quando lavoravo in una fabbrica, mi hanno portato al pronto soccorso dell'ospedale perché mi sono tagliato un dito con una macchina, eccolo qui. Stavo lì impotente, piangendo di furia, perché i medici non mi guardavano. Dalle undici di mattina che ero arrivato mi hanno visitato alle otto di sera.

ELIZABETH SCHWARTZ
Il sistema privato funziona benissimo se intendiamo che le imprese di assicurazione fanno affari d'oro. Se intendiamo che il sistema funziona bene per i cittadini americani, non funziona per niente.

YALE STROM - artista multimediale
Grande ricerca! Abbiamo la migliore ricerca del mondo, alcuni dei migliori scienziati del mondo, ma a cosa serve la ricerca se poi il risultato non se lo può permettere nessuno?

LUIS
Una volta quando sono andato per una visita all'ospedale, mi hanno detto che costava 200 dollari, ho detto "grazie" e me ne sono andato. Preferisco tenermi il dolore o la malattia.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
I non assicurati si ammalano di più e muoiono prima degli altri. Tre quarti di loro hanno le carte in regola e anche un lavoro.

JUDY WESSLER - Commission on the public's health system
Molti dei non assicurati non hanno l'assicurazione perché il datore di lavoro non è obbligato a fornirla. Quindi, ci sono molti lavori che non offrono l'assicurazione sanitaria.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Per esempio non hanno diritto all'assicurazione i lavoratori part-time, anche per posti di prestigio.

TONY GRONOWICZ - professore associato City University
Sei professori su dieci nelle Università cittadine insegnano part-time e non hanno l'assicurazione per gli occhi e per i denti, per cui non possono vedere gli studenti e non gli possono sorridere, a meno che non abbiano la dentiera.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Contando anche quelli che l'assicurazione ce l'hanno solo a periodi, gli Americani senza garanzia di poter accedere all'assistenza sanitaria sono ben 87 milioni.

TANYKA - interprete
Quello che mi è successo è che sfortunatamente mi hanno licenziato e quindi ho dovuto cominciare a pagarmi l'assicurazione di tasca mia. Era qualche anno fa e pagavo 189 dollari al mese. Dopodiché ho tirato avanti senza assicurazione per circa tre anni. Me la sono rifatta nel 2001 ma è stato solo perché mi ero ammalata e avevo bisogno di andare dal dottore. Solo che a quel punto era aumentata a 390 dollari al mese. E ridicolo, insieme a tutte le altre spese non ci si sta dentro.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Sono 87 milioni di insicuri, destinati a curarsi meno e a curarsi peggio degli altri.

TANYIKA - interprete
Quando non avevo l'assicurazione sanitaria avevo sempre paura che mi succedesse qualcosa, non sapevo che cosa avrei fatto se mi fosse capitato un incidente, perché la sanità è così cara in questo paese che solo andare dal dottore per un controllo ti può costare 150 dollari, una piccola operazione in ospedale può costare decine di migliaia di dollari. Devi solo aver paura e pregare che non ti succeda niente e che resterai in buona salute.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
E comunque in America anche quando l'assicurazione ce l'hai non è che sei a posto, non è che puoi stare tranquillo che non avrai problemi. Tanto per cominciare, se prendi o non prendi una medicina lo decide la compagnia.

GAIL ARONOW - storica dell'arte
Qualche volta, questo succede abbastanza spesso, io vado in farmacia con la ricetta e la farmacista la prende, chiama la compagnia di assicurazione e la compagnia la rifiuta e la farmacista mi dice, cosa facciamo. Loro non vogliono pagarla. Se la vuole sono 300 dollari, i prezzi sono enormi per le medicine

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Per esempio, per curarsi un herpes con l'Aciclovir in Italia si spendono 12 euro, mentre in America si spendono 64 dollari, ossia 49 euro, cioè quattro volte tanto.

ROBERT M. HAYES - Medicare Rights Center
Gli Americani pagano le medicine in farmacia il doppio di quello che pagano gli Italiani. Perché? Perché in Italia e nella maggior parte dei paesi industrializzati il governo gioca un ruolo nel contrattare con le industrie farmaceutiche il prezzo delle medicine.

AUTRICE
E negli Stati Uniti?

ROBERT M. HAYES - Medicare Rights Center
Negli Stati Uniti invece il Governo ha addirittura vietato di contrattare i prezzi dei farmaci.

AUTRICE
Perché?

ROBERT M. HAYES - Medicare Rights Center
Perché non c'è dubbio che in questo paese sono le industrie farmaceutiche che dettano le linee della politica sanitaria al Congresso ed al Governo.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Poi il paziente americano deve cercarsi ogni volta un dottore che accetti la sua assicurazione.

YALE STROM - artista multimediale
Ho dovuto telefonare a tutti questi dottori e chiedere: "Accettate la mia assicurazione?" "Una volta sì, adesso no, ci dispiace". Allora telefono a un altro: "Accettate la mia assicurazione?" " Mi dispiace, no". Ci sono volute 20-25 telefonate per trovare un dottore che accettava la mia assicurazione.

AUTRICE
I conti arrivano a casa?

ELIZABETH SCHWARTZ
Molto puntuali!

YALE STROM - artista multimediale
Quando gli devi dei soldi, li vogliono in tempo, ma se sono loro che ti devono rimborsare....ho visto lei stare letteralmente delle ore al telefono, per riuscire a parlare con qualcuno dell'assicurazione.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
L'accento è tutto sul denaro. Per farsi l'assicurazione bisogna far molti soldi, ma se sei povero e non hai l'assicurazione, ti fanno pagare il massimo. I medici e gli ospedali fissano tariffe di partenza astronomiche perché poi le compagnie assicurative dicono loro: "io ti porto molti pazienti, se tu mi fai uno sconto del 50 per cento". Nessuno paga il prezzo pieno, tranne i poveri che non hanno l'assicurazione. Si contratta su tutto e chi non ha potere contrattuale è rovinato. Ecco cosa è capitato a Martin, che era andato a fare una visita specialistica da un neurologo che, si è scoperto dopo, non accettava la sua assicurazione.

MARTIN J. MORAND
Era un neurologo. Entro, gli do la tessera dell'assicurazione, ti fanno compilare dei moduli e firmare delle carte, parlo con il dottore, mi manda dalla sua assistente. Quella mi fa degli esami, il dottore guarda gli esami e dice che non vede niente di strano, ma che mi farà fare le analisi del sangue. Vado al banco per pagare e mi allungano un conto di 3 mila 363 dollari! Per una visita di 40 minuti! E io dico: "è ridicolo, non ho tutti quei soldi, non me lo posso permettere e non lo pagherò mai !" Allora mi dicono: "lei ha firmato e adesso deve pagare". E io dico: "Mi fanno firmare ogni genere di carte dal dottore tutte le volte e nessuno mi ha mai fatto un conto così"! Apro il portafoglio e gli dico: "Ho qui 30 dollari, ve ne do 25". Gli ho dato 25 dollari e sono andato via. Non si sono più fatti vivi.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Senza l'assicurazione si paga il prezzo massimo. Anche in farmacia è così, se vado in farmacia a comprare le medicine che mi ha ordinato il dottore, invece di pagare 100 dollari me ne fanno pagare 60, perché la mia assicurazione ha contrattato con loro uno sconto a livello nazionale. Prendiamo gli anziani. Come abbiamo visto, gli anziani devono pagarsi le medicine completamente di tasca loro, quindi molti sono costretti a farsi un'assicurazione solo per quello. Come Fred, che ha subito un trapianto di fegato e per tutta la vita dovrà assumere i farmaci antirigetto.

FRED SAMPOLLO
Una scatola costava mille dollari al mese, quando ho iniziato.

AUTRICE
Mille dollari al mese? Cioè più di 700 euro?

FRED
Oh sì, non potremmo mai permettercele senza l'assicurazione.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Dopo il trapianto, Fred e sua moglie hanno chiuso la loro panetteria al Queens e si sono trasferiti in campagna a Long Island. Siccome però la loro assicurazione in quella provincia aveva troppo pochi clienti, di punto in bianco li ha mollati e non ce n'erano altre. A 60 anni, la moglie di Fred è stata costretta a cercarsi un lavoro, solo per poter garantire le medicine al marito.

MARY ANN SAMPOLLO
Sono stata obbligata a tornare al lavoro per poter riavere l'assicurazione sanitaria. E il mio primo lavoro era orribile, in una banca, lo detestavo perché mi facevano certe pressioni. Alla mia età, mettersi a lavorare allo sportello di una banca, piangevo tutte le sere da tanto che lo odiavo. Allora sono andata a fare la guardia agli attraversamenti pedonali per la scuola. Dovrò lavorare per altri cinque anni, oh no!

FRED SAMPOLLO
Non abbiamo scelta! Non abbiamo scelta, per via delle mie medicine.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Se l'americano medio quando si ammala è in balia degli assicuratori cosa si potrà dire di chi sta dall'altra parte? I nostri medici si lamentano perché il direttore dell'ospedale pensa più ai conti che ai pazienti, un medico americano invece con chi li fa i conti?

CARLO FILIACI - psichiatra
Normalmente un medico deve passare un sacco di tempo al telefono per litigare con questi assicuratori. Bisogna chiedere l'autorizzazione prima che il paziente sia ospedalizzato, Dopo tre o quattro giorni bisogna parlare di nuovo con una persona dell'assicurazione, in genere un medico, per convincerlo che l'ospedalizzazione è ancora necessaria, in un certo senso bisogna imbrogliare e dire che il paziente è ancora suicida. Dicono: "Ma se è suicida ora perché non lo era ieri? Lo sarà domani?". Delle cose inconcepibili

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Il medico americano è pressato fra l'amministrazione dell'ospedale, i funzionari dell'assicurazione e i bisogni del paziente, a cui l'assicurazione rimborsa non più di un certo numero di visite.

CARLO FILIACI - psichiatra
Se uno ha bisogno di venir di più, quando ha esaurito tutte le proprie coperture assicurative deve pagare di tasca sua, se non li ha, buongiorno buonasera.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Se è così dura fare il medico in America, allora come mai i nostri migliori professionisti spesso se ne vanno a lavorare là? Forse in America il medico è più libero di offrire i suoi servigi dove gli pare?

IGNAZIO MARINO - direttore Centro trapianti Jefferson University Philadelphia
Credo che nessuno discuta il concetto che gli Stati Uniti siano un paese capitalista. Bene, in questo paese se io andassi a operare una colecisti…mentre faccio il trapianto di fegato all'università, andassi a operare una colecisti in una casa di cura privata verrei licenziato in tronco la sera stessa. In Italia invece, vige un sistema per cui lo stesso professionista, può decidere di portare il paziente con il tumore del pancreas ( che sarà alla fine un paziente quasi in perdita, se non proprio in perdita dal punto di vista economico della struttura) nella struttura pubblica e la colecistectomia laparoscopica ( che probabilmente è quasi sempre in attivo) in quella privata. Ed lo stesso individuo che può operare questa scelta. Ma insomma, è chiaro che non ci sarà mai una reale competizione tra il pubblico e il privato.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Ci sono i medici che hanno il doppio lavoro in nero nelle cliniche, ma se lo facessero tutti non ci sarebbe bisogno di fare uno sciopero. Sta di fatto che in Italia i medici che hanno scelto di lavorare esclusivamente nella sanità pubblica, quasi nove su dieci, non ne possono più.

SCIOPERANTE 1
Noi siamo la punta dell'iceberg di 130 mila medici in sciopero. Siamo qui perché dobbiamo scioperare, non possiamo stare senza contratto da quattro anni.

MASSIMO COZZA - segretario nazionale Fp Cgil Medici
Siamo con le retribuzioni ferme al 2001, senza garanzie per la formazione, senza tutela assicurativa e in più ci chiedono di lavorare più 40 ore a settimana, con ripercussioni negative sulla qualità dell'assistenza.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Ma quanto prende un medico ospedaliero italiano?

SCIOPERANTE 2
Un medico appena assunto prende 2 mila e 200 euro.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Cioè sui 30 mila euro all'anno. Invece in America un medico ospedaliero prende come minimo quattro volte tanto: va dai 150 ai 300 mila dollari all'anno.

AUTRICE
Il suo stipendio sarà più vicino ai 300 mila immagino, che ai 150 mila?

IGNAZIO MARINO - direttore Centro trapianti Jefferson University Philadelphia
Sì, però io credo, che se ogni pomeriggio posso andare in una casa di cura a operare una colecisti per 2 mila euro faccia lei il conto se guadagna di più il professionista americano che ha lo stipendio fisso dall'Università o quello italiano che può andare in entrambe. Le ripeto, se io facessi un solo intervento fuori dal Thomas Jefferson verrei licenziato il giorno stesso.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Il chirurgo Ignazio Marino era stato invitato dal ministro della Sanità Rosy Bindi ad aprire a Palermo un centro di eccellenza, l'Ismett. Per la prima volta in Italia, esegue un trapianto di fegato su un paziente sieropositivo. Tutto va bene, salvo che nel frattempo era cambiato il governo e il ministro.

IGNAZIO MARINO - direttore Centro trapianti Jefferson University Philadelphia
Io ho avuto una censura dal Ministero della Sanità, che non mi pare sia stato uno strumento utilizzato molto frequentemente. Insomma questo era un intervento di natura sperimentale. Lo avevamo già eseguito diverse volte negli Usa.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
A chi aspetta un trapianto di fegato non gliene importa niente se il chirurgo tiene per il centrodestra o per il centrosinistra. Ma per chi vuole comandare, la sanità pubblica è un'area di potere come un'altra.

IGNAZIO MARINO - direttore Centro trapianti Jefferson University Philadelphia
Spesso se lei guarda gli organigramma di certe Università, ricorrono sempre gli stessi cognomi? Ci sarà un motivo?

AUTRICE
Secondo lei qual è il motivo?

IGNAZIO MARINO - direttore Centro trapianti Jefferson University Philadelphia
Secondo me perché purtroppo ancora oggi in Italia, perché molti di questi concorsi sono se vogliamo addomesticati, guidati, non so qual'e il termine.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
C'è da meravigliarsi se 12 mila ricercatori italiani all'anno chiedono il visto per l'America? Anche se poi non è che là ti regalano niente.

BINA SANTORO - ricercatrice Columbia University
Qui la pace dei sensi non si raggiunge mai, non c'è un posto garantito.

OTTAVIO ARANCIO - ricercatore Columbia University
In Italia no, il posto è a vita, sei là indipendentemente da quello che fai, fino al pensionamento.

BINA SANTORO - ricercatrice Columbia University
Se non avessi continuato a pubblicare bene negli ultimi 10 anni non avrei potuto mantenere la posizione che ho.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
In America il ricercatore deve trovarsi i finanziamenti da solo. In questo laboratorio si studiano i meccanismi che causano la perdita di memoria nell'Alzheimer. Per mandarlo avanti, il ricercatore responsabile deve racimolare ogni anno mezzo milione di dollari.

OTTAVIO ARANCIO - ricercatore Columbia University
Se resti con zero fondi non puoi pagarti neanche il tuo salario

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Questi sono topi geneticamente modificati per fargli venire l'Alzheimer. L'ipotesi è che ci sia un'enzima che non funziona se c'è l'Alzheimer per cui si deve verificare se, dandolo ai topi malati, i topi ricominciano ad apprendere.

OTTAVIO ARANCIO - ricercatore Columbia University
Il topo non ama l'acqua per cui cerca la piattaforma. A furia di ripetere imparerà, mentre il topo con l'Alzheimer non imparerà mai.

OTTAVIO ARANCIO - ricercatore Columbia University
Non volevo andare via ma debbo ringraziare chi non mi ha fatto rimanere in Italia, è stata la mia fortuna. Perché sarei sempre stato sotto un'altra persona che mi diceva fai questo o quello. Sei bloccato insomma, non hai possibilità di movimento, ti contano persino le matite che usi.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
In Italia come fondi per la ricerca siamo sotto di 10 mila miliardi rispetto alla media europea.

PIERO TOSI - presidente Conferenza rettori
Io faccio parte della commissione nazionale che si chiama "Rientro dei cervelli", perché attraverso dei fondi ministeriali noi abbiamo fatto rientrare in questi tre anni più di 400 persone. Quindi si parla di fuga, ora c'è anche il rientro.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Sentiamo uno che è rientrato. Il genetista Antonio Giordano ha trasferito all'Università di Siena una parte delle sue ricerche destinate a sviluppare nuovi metodi di prevenzione del tumore alla prostata, al seno e al fegato. Il suo laboratorio in America continua a lavorare, insieme però al suo laboratorio italiano. Ma i due laboratori sulle due sponde non hanno ricevuto lo stesso trattamento.

ANTONIO GIORDANO - professore anatomia patologica Università di Siena
E impossibile che un programma di ricerca che viene finanziato in America con 4 milione e mezzo di dollari arrivato in Italia può essere finanziato solo con 45 mila euro, insomma….

AUTRICE
Sono sufficienti?

ANTONIO GIORDANO - professore anatomia patologica Università di Siena
Noi li spendiamo non dico al giorno, negli Stati Uniti, ma quasi. Secondo me, ma non solo secondo me i finanziamenti vengono dati a un numero troppo esclusivamente ad un gruppo ristretto di oasi.

VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTRICE
Insomma, i soldi per la ricerca sono pochi e inoltre vanno sempre agli stessi, tipo l'Istituto Europeo di Oncologia diretto dall'ex ministro Veronesi. Potere e ufficialità in medicina spesso si saldano, ma qualche volta a scombinare le carte arriva un'intuizione avuta dal singolo medico, durante il suo lavoro di tutti i giorni. E una ricerca americana, che attrae sempre più pazienti anche dall'Italia e che sta tracciando nuovi orizzonti terapeutici per la più silenziosa delle epidemie: l'autismo.

DARIA - mamma di un bimbo autistico
Siamo stati all'istituto Besta di Milano lì la diagnosi è stata disturbo generalizzato dello sviluppo, ci diceva tutto o niente. Ma la cosa che ci ha scioccato di più è che questo neurologo ci guarda in faccia e ci dice:"Voi lo sapete, l'autismo non si cura".

VINCENZO - papà di un bimbo autistico
Il bambino improvvisamente ha cominciato a non gattonare più, a non dire più mamma e papà, a non guardare più in faccia, ha cominciato a stare sempre da solo, a non rispondere quando lo chiami.

STEFANO E ROBERTA - genitori di un bimbo autistico
Era talmente grave che secondo loro, parlo di qui in Italia, non c'erano terapie, non c'era nulla che si potesse fare per questo bimbo. Aveva all'epoca 2 anni e mezzo. Era giudicato inguaribile.

DARIA - mamma di un bimbo autistico
Lo abbiamo portato in America e altra diagnosi: enterite da candida, gravi dismetabolismi e forti intossicazioni da metalli pesanti.

VINCENZO - papà di un bimbo autistico
Abbiamo incominciamo a interessarci negli Stati Uniti, abbiamo fatto per esempio l'esame del capello che in Italia non si fa, e abbiamo trovato che ha dei livelli di alluminio altissimi.

STEFANO E ROBERTA - genitori di un bimbo autistico
In America ci siamo finiti perché loro avevano già visto da determinati segni del bambino che lui aveva carenza di zinco. Poi sono state fatte delle analisi, che comunque non è possibile fare qui in Italia e dalle analisi c'è stata data la cura. Con questa cura ha avuto un miglioramento incredibile.

VINCENZO - papà di un bimbo autistico
Adesso lui è in grandissimo miglioramento ha cominciato a parlare, è stato non verbale fino a pochissimo tempo fa. Ora dice quasi 200 parole.

STEFANO E ROBERTA - genitori di un bimbo autistico
Con lo zinco per esempio, se non glielo diamo è come accendere e spegnere la luce. Stiamo due giorni senza dare lo zinco e il bambino peggiora, perde comunque il linguaggio e tante altre cose.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
Cinque università americane stanno studiando questo metodo di cura dell'autismo, che è stato sviluppato fuori dall'università, da un gruppo di medici indipendenti, genitori e ricercatori. In questo momento con questo metodo in America si stanno curando centinaia di bimbi autistici.

LUKAS
Un, due tre quattro cinque sei sette otto, nove, dieci nove dieci dieci dieci.

MAMMA
Otto, nove, dieci! Dammi cinque! Pronto? Conta fino a dieci. Aspetta, conta fino a dieci, piano! Che cos'è questa?

LUKAS
Camera

Mamma
E una telecamera, bravo, sei intelligente !

SIDNEY M.BAKER - medico
Abbiamo capito molto chiaramente che l'autismo è un problema biomedico, biochimico, immunologico. E inoltre abbiamo scoperto che c'è un'epidemia di autismo in corso.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
L'ipotesi è che questi bambini abbiano più difficoltà di altri ad espellere dal corpo le sostanze tossiche.

SIDNEY M.BAKER - medico
La quantità di mercurio contenuta nei capelli dei bambini che diventano autistici è da 4 a 7 volte più bassa di quella dei bambini normali. Quando ce ne siamo accorti la prima volta, abbiamo pensato: che strano, come può essere.... Ma poi effettivamente è attraverso i capelli che il corpo si libera di alcune sostanze, specialmente dei metalli pesanti. E questo ci ha dato l'idea che ci potesse essere un problema a livello di disintossicazione.

STEPHANIE FREDE - mamma di Lukas
E stata un'esposizione al mercurio per lui, avevo molte otturazioni in amalgama che poi mi sono fatta togliere. Per cui quella è stata una cosa, okay, mi sono detta, il mercurio, ma guarda caso, non solo gli hanno fatto due volte lo stesso vaccino al mercurio, è stato esposto al mercurio ancora prima di nascere a causa delle mie otturazioni. A quel tempo lo stavo allattando, non aveva mai preso un biberon, andai dal dentista e dopo nel latte materno c'era del mercurio.Fondamentalmente non gli interessava più la gente. Se andavi da lui per dargli un bacio, sembrava una calamita al contrario. Pareva che non ti vedesse nemmeno finché non provavi ad andargli vicino per baciarlo, allora senza neanche guardarti si voltava da un'altra parte. Non sorrideva più e non c'era più il contatto visivo, e la connessione con la gente intorno a lui. C'è un'enorme differenza tra queste due foto. Dovevo scoprire che cosa gli era successo. Lo portammo da un neurologo e la diagnosi fu di autismo grave.

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
A questo punto i due genitori si rifiutano di imbottire Lukas di psicofarmaci e si rivolgono invece al dottor Baker, che lo cura con una terapia a base di supplementi e con una dieta specifica. E si vede che il bambino ritorna a comunicare con le altre persone.

LUKAS
Questo?

AUTRICE
Questo è un orologio.

SIDNEY M.BAKER - medico
Vorrei provare ad aggiustare la sua terapia aggiungendo un po' di vitamina B6 al suo metilB12. E una dieta che seguo anch'io, tranne quando in tavola c'è il tiramisù. Sto facendo ricerche sul tiramisù per cui sono obbligato a mangiarlo, a scopo di ricerca.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Sembra che l'unico nostro prodotto da esportazione sia il tiramisù. Non vorremmo dare false speranze. Sappiamo che ci sono 5 università americane che si stanno interessando al metodo di cura che abbiamo visto, e persone che dicono di aver avuto benefici per i loro figli. Ci fermiamo lì, insieme a qualche dato: negli ultimi 15 anni il numero dei malati acuti che in Italia utilizza gli ospedali è diminuito, sono stati ridotti i posti letto e il numero di degenze, ed è diminuita anche la percentuale di persone che consulta il medico. Eppure il ritornello è sempre lo stesso: la spesa sanitaria è stata sfondata. Forse non è vero, invece di continuare a togliere risorse basterebbe controllare che le regioni spendano bene le risorse che hanno.

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