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News Aprile 2017

Ricatti e minacce a un imprenditore: 3 anni ad Alfonso Giardino

19/04/2017

Stagioni: 2017

- Leggi il nostro articolo del 24/06/2016:
"Verona, rispuntano i giardino: misure cautelari per estorsione e riciclaggio"

Secondo quanto emerse dall’inchiesta “L’arena” di Sigfrido Ranucci del 7 aprile 2014 (al link qui sopra una clip), i Giardino, componenti di una famiglia di costruttori di origine crotonese ma da tempo residenti a Verona, avrebbero preso parte alle cene organizzate per la campagna elettorale di Flavio Tosi e del suo assessore di origine calabrese Marco Giorlo, e poi ai festeggiamenti per la vittoria.

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Mercoledì 19 Aprile, 2017
CORRIERE DEL VENETO - VERONA

Ricatti e minacce a un imprenditore: 22 anni e 4 mesi alla gang
«Pagaci o farai una brutta fine»: 5 condanne, 4 rinvii a giudizio, 2 assoluzioni. Coinvolti i Giardino

VERONA «Pagaci o farai una brutta fine...». Dieci mesi fa, a giugno del 2016, la vittima dei loro ricatti li fece arrestare per estorsione. Ieri, alla lettura della sentenza, il giudice Raffaele Ferraro ha complessivamente condannato la banda a 22 anni e 4 mesi di carcere.
Ammonta a 358 mila euro di euro, invece, la cifra ottenuta nella veste di parte civile dall’imprenditore veronese attivo nel terziario che, inghiottito da un vortice di minacce e continui esborsi di denaro, dopo aver visto svanire nel nulla circa 700mila euro, aveva trovato il coraggio di rivolgersi alle Fiamme Gialle. Denuncia, la sua, che ha portato all’avvio di una maxi indagine culminata all’inizio della scorsa estate in un blitz tra le province di Verona, Varese e Crotone. Venticinque indagati a vario titolo per truffa, estorsione, riciclaggio e intestazione fittizia; sette dei quali (tutti originari della Calabria, con precedenti) destinatari di misure cautelari su richiesta del pm Beatrice Zanotti che in aula, con la sua requisitoria, nel corso della discussione andata in scena in aula poco più di un mese fa aveva sollecitato a carico della banda un totale di 27 anni di reclusione. Ieri, con la sua decisione, il gup Ferraro ha invece inferto 6 anni e 10 mesi a Rosario Capicchiano (41 anni), 3 anni ad Alfonso Giardino (40 anni), 5 anni e due mesi a Michele Pugliese (44 anni). Disposto inoltre il rinvio a giudizio per Domenico Mercurio (46 anni), sedicente imprenditore immobiliare che, in compagnia di Alfredo Antonio Giardino (47enne difeso dal legale Mirko Zambaldo, ieri è stato assolto), si era presentato all’imprenditore per proporgli un affare «sicuro».
Stando agli inquirenti, i tre si conoscevano: alla vittima era stato offerto un investimento immobiliare a Sommacampagna che avrebbe dovuto garantire ottimi ricavi, e aveva consegnato 436mila euro. Peccato che di ruspe e cantieri, non vi fosse l’ombra. Di fronte alle titubanze del truffato, Mercurio e il complice avrebbero proposto di rivolgersi ad alcuni professionisti esperti nel recupero crediti. In realtà si trattava di altri componenti della banda, tra cui Alfonso Aloisio (28 anni residente in provincia di Varese e finito ai domiciliari, a cui sono stati inflitti 4 anni) e Francesco Giardino (48 anni ), che ieri è stato rinviato a giudizio come Marco Giardino e Domenica Gareri, mentre è stata disposta l’assoluzione per Elena Salgaro e la condanna a 3 anni e 4 mesi per Gaetano Garofalo.
La. Ted.

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