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News Aprile 2018

Truffa al Cnr, condannato l'ex dirigente Vittorio Gargiulo.

06/04/2018

Stagioni: 2018

Il caso fu sollevato per la prima volta da Report nell'inchiesta di Giulio Valesini "Ricercatori e ricercati" del 27/03/2017

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dal Corriere del Mezzogiorno 

Napoli, truffa al Cnr da un milione: false spese per comprare mobili, vasca idromassaggio e gonfiabili

Condannato a 4 anni e mezzo un dirigente del Centro nazionale ricerche. Si era arredato casa ma risultavano acquisiti per «campagne oceanografiche», aveva acquistato mezzo milione di computer e materiale tecnologico poi rivenduti online

di Titti Beneduce

E’ stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione per peculato Vittorio Gargiulo, ex dirigente del Consiglio nazionale delle ricerche accusato di essersi impadronito di un milione di euro. Lo ha deciso ieri il gup Roberta Attena al termine del processo con rito abbreviato. Accolta solo in parte la richiesta dei pm Ida Frongillo e Giancarlo Novelli, che avevano sollecitato la condanna a cinque anni. Gargiulo, ex segretario amministrativo dell’istituto Ambiente Marino Costiero, era stato fermato un anno fa dalla Guardia di Finanza mentre si preparava a partire per l’Inghilterra. L’inchiesta era stata avviata nel 2015 in seguito a una segnalazione del direttore generale del Consiglio, Paolo Annunziato. Nel corso di una verifica sulle spese dell’anno precedente era emersa una fattura anomala: intestata al Cnr, riportava però la consegna all’indirizzo privato di Gargiulo. Dagli approfondimenti erano emersi dettagli ancora più sconcertanti: si trattava della fornitura di giochi gonfiabili per 32.000 euro. All’epoca, infatti, Gargiulo aveva anche una ditta attiva nel settore dell’animazione infantile.

Lavori di ristrutturazione La spesa era stata contabilizzata come «materiali di consumo da laboratorio». I finanzieri avevano ricostruito anche le altre spese illecite: per esempio la ristrutturazione da 11.000 euro di casa Gargiulo, con l’installazione di una vasca idromassaggio, che risultava come «ripristino locali interni dell’Istituto». Mobili per 16.000 euro erano contabilizzati come «materiali per campagne oceanografiche», tende e teloni per uso personale da 40.000 euro risultavano «studio e progettazione per tenda jack-up». La somma più consistente, 500.000 euro, è stata spesa per articoli tecnologici rivenduti poi su Subito. it.

L’avvocato: «Evitata condanna a 10 anni» Soddisfatto il difensore dell’imputato, avvocato Diego de Paolis: «Si ridimensiona notevolmente la portata delle condotte delittuose contestate e anche l’immagine dell’uomo e del dipendente è ben più aderente alla realtà rispetto a quanto inizialmente ipotizzato. Si partiva infatti da una pena piena di quasi 10 anni di reclusione e arrivare alla pena finale di anni 4 e mesi 6 è un risultato considerevole alla luce anche dei nuovi risvolti investigativi. La difesa si ritiene pertanto ampiamente soddisfatta, atteso che il gip ha rimodulato ulteriormente il quantum della pena rispetto alle richieste della pubblica accusa. Pur attendendo le motivazioni della sentenza, che arriveranno tra 90 giorni, crediamo che vi siano tutte le possibilità per riqualificare ulteriormente i fatti impugnando la sentenza in Corte di Appello».

6 aprile 2018 | 17:46

 

 

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/18_aprile_06/napoli-truffa-cnr-un-milione-false-spese-comprare-mobili-vasca-idromassaggio-gonfiabili-42eb3a98-39ae-11e8-b368-d1799356e02e.shtml

 

 

Napoli, truffa al Cnr da un milione: false spese per comprare mobili, vasca idromassaggio e gonfiabili

Condannato a 4 anni e mezzo un dirigente  del Centro nazionale ricerche

 

Si era arredato casa ma risultavano acquisiti per «campagne oceanografiche», aveva acquistato mezzo milione di computer e materiale tecnologico poi rivenduti online di Titti Beneduce Ascolta Email E’ stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione per peculato Vittorio Gargiulo, ex dirigente del Consiglio nazionale delle ricerche accusato di essersi impadronito di un milione di euro. Lo ha deciso ieri il gup Roberta Attena al termine del processo con rito abbreviato. Accolta solo in parte la richiesta dei pm Ida Frongillo e Giancarlo Novelli, che avevano sollecitato la condanna a cinque anni. Gargiulo, ex segretario amministrativo dell’istituto Ambiente Marino Costiero, era stato fermato un anno fa dalla Guardia di Finanza mentre si preparava a partire per l’Inghilterra. L’inchiesta era stata avviata nel 2015 in seguito a una segnalazione del direttore generale del Consiglio, Paolo Annunziato. Nel corso di una verifica sulle spese dell’anno precedente era emersa una fattura anomala: intestata al Cnr, riportava però la consegna all’indirizzo privato di Gargiulo. Dagli approfondimenti erano emersi dettagli ancora più sconcertanti: si trattava della fornitura di giochi gonfiabili per 32.000 euro. All’epoca, infatti, Gargiulo aveva anche una ditta attiva nel settore dell’animazione infantile.

Lavori di ristrutturazione La spesa era stata contabilizzata come «materiali di consumo da laboratorio». I finanzieri avevano ricostruito anche le altre spese illecite: per esempio la ristrutturazione da 11.000 euro di casa Gargiulo, con l’installazione di una vasca idromassaggio, che risultava come «ripristino locali interni dell’Istituto». Mobili per 16.000 euro erano contabilizzati come «materiali per campagne oceanografiche», tende e teloni per uso personale da 40.000 euro risultavano «studio e progettazione per tenda jack-up». La somma più consistente, 500.000 euro, è stata spesa per articoli tecnologici rivenduti poi su Subito. it.

L’avvocato: «Evitata condanna a 10 anni» Soddisfatto il difensore dell’imputato, avvocato Diego de Paolis: «Si ridimensiona notevolmente la portata delle condotte delittuose contestate e anche l’immagine dell’uomo e del dipendente è ben più aderente alla realtà rispetto a quanto inizialmente ipotizzato. Si partiva infatti da una pena piena di quasi 10 anni di reclusione e arrivare alla pena finale di anni 4 e mesi 6 è un risultato considerevole alla luce anche dei nuovi risvolti investigativi. La difesa si ritiene pertanto ampiamente soddisfatta, atteso che il gip ha rimodulato ulteriormente il quantum della pena rispetto alle richieste della pubblica accusa. Pur attendendo le motivazioni della sentenza, che arriveranno tra 90 giorni, crediamo che vi siano tutte le possibilità per riqualificare ulteriormente i fatti impugnando la sentenza in Corte di Appello».

6 aprile 2018 | 17:46

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