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News Marzo 2017

Chianca: "Una sorta di sequestro in grande stile"

20/03/2017

Stagioni: 2017

>ANSA-BOX/ Giornalista liberato, "un incubo ma ora sto bene"
Chianca,sorta di sequestro in grande stile. Grazie ambasciatore
   (ANSA) - ROMA, 20 MAR - "Adesso sto bene, ma abbiamo vissuto
giorni difficili: la sensazione era quella di essere stati
sequestrati non si sa bene da chi: all'inizio speravamo che
fossero poliziotti, ma le modalita' sono state quelle di un
sequestro in grande stile". A parlare e' Luca Chianca, il
giornalista di Report che con il collega Paolo Palermo e' stato
fermato dai servizi di sicurezza in Congo. I due inviati sono
stati poi rilasciati e sono sbarcati questa mattina a Fiumicino.
   "Siamo arrivati a Port Noir lunedi' sera - racconta Chianca,
che e' rientrato a casa a Roma - e martedi' abbiamo girato un po'
di esterni, tra la citta' e le strutture Eni, oggetto della
nostra inchiesta sulla presunta tangente pagata per lo
sfruttamento del giacimento 'Opl 245' in Nigeria, caso di cui ci
siamo occupati gia' a dicembre 2015. Mercoledi' mattina siamo
andati a incontrare l'imprenditore Fabio Ottonello per
l'intervista, siamo rimasti con lui fino alle due, un quarto
d'ora dopo eravamo in albergo, per il backup del girato, anche
del giorno prima. Dopo un po' abbiamo mandato il nostro fixer a
comprare una scheda ricaricabile per il telefonino, visto che la
copertura in albergo era debolissima: e' tornato impaurito,
riferendo che nella hall c'erano i servizi di sicurezza che
stavano controllando i documenti di tutti gli stranieri. Ha
girato anche un video che non siamo riusciti a trasmettere.
Abbiamo tentato di dividere il materiale girato, ma dopo pochi
minuti sono arrivati e ci hanno assalito e bloccato, portandoci
via tutto. Ci hanno poi trasferito su una jeep in una struttura
fatiscente, un edificio in stile post sovietico, un tugurio, con
un corridoio stretto e un bagno in condizioni igieniche pietose.
Abbiamo tentato di dormire sulle sedie di plastica, l'unica cosa
che ci hanno assicurato e' stato un po' di cibo". Intanto
Sigfrido Ranucci, curatore di Report, insospettito dal silenzio
degli inviati, "aveva lanciato l'alert alla Farnesina".
   La situazione e' cambiata "quando e' intervenuto l'ambasciatore
(Andrea Mazzella, ndr): dopo diversi tentativi e' riuscito a
chiamare la struttura, ce lo hanno passato al telefono, ci ha
rassicurato. Poi ci ha raggiunto e da quel momento non ci ha piu'
abbandonato: ci ha fatto rilasciare e ci ha accompagnato in
albergo, sotto la sua responsabilita'. Sabato sera e' venuto con
noi in aeroporto e ci ha assistito fino all'imbarco. E' stato
veramente fantastico, lo ringrazio".
   L'inchiesta andra' comunque in onda: "Nei giorni in cui siamo
rimasti bloccati avremmo dovuto incontrare la popolazione locale
che vive vicino al giacimento onshore M'Boundi, non e' stato
possibile naturalmente. Ma abbiamo un'altra narrazione gia'
pronta", conclude il giornalista. (ANSA).
     MAJ
20-MAR-17 13:09 NNNN

Liberati due giornalisti:in atti pm Milano nome intervistato
Caso 'Eni-Nigeria'.Il 20/4 udienza per Scaroni, Descalzi e altri
   (ANSA) - MILANO, 20 MAR - Il nome di Fabio Ottonello,
l'imprenditore con interessi in Congo intervistato dai due
giornalisti di Report fermati nel Paese africano e poi
rilasciati, compare negli atti dell'inchiesta della Procura di
Milano che, poco piu' di un mese fa, ha chiesto il rinvio a
giudizio per l'ad di Eni Claudio Descalzi, per l'ex ad
Paolo Scaroni e per altre 9 persone, tra cui anche Luigi
Bisignani, oltre alla stessa Eni e a Shell, nel procedimento con
al centro l'accusa di corruzione internazionale. Inchiesta su
una presunta maxi-tangente da 1 miliardo e 92 milioni di dollari
che sarebbe stata versata da Eni e Shell a politici nigeriani
per l'acquisizione nel 2011 di un giacimento petrolifero in
Nigeria noto con la sigla 'Opl-245'.
   L'udienza preliminare per i tredici imputati, comprese le due
societa' indagate in base alla legge sulla responsabilita'
amministrativa degli enti, e' fissata per il prossimo 20 aprile
davanti al gup di Milano Giusi Barbara.
   In un verbale del 27 aprile del 2016 Vincenzo Armanna - ex
manager Eni nell'area del Sahara, indagato e per le sue
dichiarazioni messo anche a confronto dai pm con Descalzi in
fase di indagini - aveva raccontato che "Victor (Nwafor, suo
amico e responsabile sicurezza nigeriano, ndr) mi disse che 50
milioni in contanti, in banconote da l00 dollari, erano state
portate al 'chairman' di Eni. Faccio presente che per 'chairman'
Victor intendeva il capo, cioe' Scaroni (...) Victor mi disse che
il denaro, che occupava due trolley molto grandi, era stato
dapprima portato a casa di Casula (altro ex manager indagato,
ndr) ad Abuja". Stando alle dichiarazioni di Armanna, "Victor mi
disse anche che questo denaro fu trasportato fuori dalla Nigeria
con un aereo privato, Victor disse 'con l'aereo dell'ENI'.
Aggiunse che il trasporto era stato effettuato a settembre 2011.
Io ho verificato che in quel periodo l'aereo aziendale ENI non
aveva fatto voli in Nigeria. Ritengo verosimile che sia stato
utilizzato un aereo privato che Casula in genere usava, un
Mitsubishi che ENI affittava da una societa' privata di Fabio
Ottonello, console onorario italiano in Congo".
   Nell'imputazione, tuttavia, i pm nella parte relativa alle
"retrocessioni ad amministratori e dirigenti Eni" della presunta
maxi tangente scrivono che i 50 milioni di dollari vennero
"consegnati in contanti" a casa di Roberto Casula in Nigeria e
non fanno riferimenti a Scaroni. Altri circa 120 milioni di
dollari, invece, secondo i pm, vennero versati su un conto
svizzero di un presunto intermediario nigeriano e in parte
girati (circa 21 milioni) su un altro conto svizzero del
presunto mediatore italiano Gianluca Di Nardo, anche lui
indagato.   (ANSA).
     GRG
20-MAR-17 13:28 NNNN

 
Liberati due giornalisti: pm Milano intenzionati a sentirli
(V. 'Liberati due giornalisti: in atti ...' delle 13.28)
   (ANSA) - MILANO, 20 MAR - Gli inquirenti milanesi, titolari
dell'inchiesta con al centro una presunta maxi tangente da 1
miliardo e 92 milioni di dollari che sarebbe stata versata da
Eni e Shell a politici nigeriani, sarebbero intenzionati, da
quanto si è saputo, ad ascoltare i due inviati di Report, Luca
Chianca e Paolo Palermo, fermati nei giorni scorsi dai servizi
di sicurezza in Congo, rilasciati e arrivati stamani a Roma.
   I due giornalisti, infatti, hanno spiegato di aver
intervistato nel Paese africano Fabio Ottonello, imprenditore
italiano con interessi in Congo e di cui ha parlato a verbale
uno degli indagati dell'inchiesta milanese dei pm Fabio De
Pasquale e Sergio Spadaro, l'ex manager Eni Vincenzo Armanna.
Quest'ultimo ha sostenuto che con un aereo privato di Ottonello
potrebbero essere usciti dalla Nigeria 50 milioni di dollari in
contanti che dovevano andare, almeno in parte e stando sempre
alla versione di Armanna, all'allora ad Eni Paolo Scaroni. Gli
inquirenti hanno potuto ricostruire che quei 50 milioni
sarebbero stati consegnati a casa dell'ex manager Roberto Casula
in Nigeria. (ANSA).
     GRG
20-MAR-17 16:39 NNNN

 
Liberati e rientrati a Roma due inviati di Report fermati in Congo
La notizia del fermo tenuta segreta, alle 5 giunti a Fiumicino
Roma, 20 mar. (askanews) - Liberati i due inviati di Report Luca
Chianca e Paolo Palermo, fermati in Congo, sono giunti
all'aeroporto romano di Fiumicino questa notte alle cinque.
Erano in Congo per ricostruire la storia di un`inchiesta sulla
tangente Eni pagata per lo sfruttamento del giacimento Opl245 in
Nigeria, si legge sul sito della trasmissione di Rai3. La notizia
del loro fermo tenuta segreta per favorire l`attività della
diplomazia italiana.
I due inviati di Report sono stati arrestati dai servizi di
sicurezza congolesi dopo aver effettuato un`intervista
all`imprenditore Fabio Ottonello, che secondo l`ex dirigente Eni
Vincenzo Armanna, avrebbe messo a disposizione un aereo privato
per il trasporto di parte della tangente in svizzera. Chianca e
Palermo sono stati tenuti segregati due notti in una stanza di
due metri quadrati piena di animali e costretti su una
traballante sedia di plastica. Sequestrati i telefoni, computer,
telecamere e il girato che doveva esser trasmesso nell`imminente
edizione di Report. Il sito della trasmissione pubblica un video
e alcune foto dell'arrivo a Fiumicino alle 5 di questa mattina.
Presente il conduttore di Report Sigfrido Ranucci.
Ska

 
LPN-Rai, rientrati in Italia i 2 inviati di Report arrestati in Congo
Roma, 20 mar. (LaPresse) - Sono rientrati questa notte in Italia Luca Chianca e Paolo Palermo, i due inviati del programma di inchiesta Rai Report arrestati mercoledì scorso in Congo, dove erano andati per realizzare un reportage per ricostruire la storia della tangente Eni pagata per il giacimento Opl245 in Nigeria. Lo ha reso noto Report. "Chianca e Palermo sono stati tenuti segregati due notti in una stanza di due metri quadrati piena di animali e costretti su una traballante sedia di plastica. Sequestrati i telefoni, computer, telecamere e il girato che doveva esser trasmesso nell'imminente edizione di Report", si legge sul sito del programma. La notizia del loro fermo era stata tenuta segreta per favorire l'attività della diplomazia italiana. I due giornalisti sono sbarcati a Fiumicino alle 5 di questa mattina.
sgl
 


Liberati due giornalisti italiani fermati in Congo
Atterrati a Fiumicino, notizia nascosta per favorire il rilascio
   (ANSA) - ROMA, 20 MAR - Sono stati liberati e sono rientrati
a Fiumicino all'alba Luca Chianca e Paolo Palermo, due inviati
di Report, fermati mercoledì scorso in Congo, dove si erano
recati per indagare su una presunta tangenti Eni in Nigeria. Lo
riferiscono il sito della stessa trasmissione e altri siti di
informazione. La notizia del fermo era stata tenuta segreta per
favorire l'attività della diplomazia italiana. 
   Chianca e Palermo erano stati prelevati nel loro albergo a
Point Noir dai servizi di sicurezza del Congo, dopo aver girato
un'intervista un imprenditore italiano, Fabio Ottonello. La
motivazione era che i due fossero sprovvisti di un visto
giornalistico. 
   Il sito del Corriere della sera in particolare scrive che i
due reporter sono stati trasportati nel palazzo della Direction
de la Surveillance du territoire, dove "sono stati segregati per
tre giorni e due notti, seduti su una sedia di plastica, in una
stanza di due metri quadrati invaso da insetti". In cambio della
liberazione dei giornalisti la sicurezza nazionale congolese ha
sequestrato telefoni, schede sim, computer, telecamere e il
girato con l'intervista a Ottonello.  (ANSA).
     Y12-SB
20-MAR-17 09:06 NNNN

 
      CONGO: LIBERATI I DUE GIORNALISTI DI REPORT FERMATI DALLA POLIZIA =
      sono rientrati a Fiumicino, "notizia fermo tenuta segreta per 
favorire attivita' diplomazia italiana"
      Roma, 20 mar. (AdnKronos) - Sono stati liberati e sono tornati in 
Italia Luca Chianca e Paolo Palermo i due giornalisti di Report che 
erano stati fermati in Congo dove stavano lavorando per "ricostruire 
la storia di una presunta tangente Eni pagata per lo sfruttamento del 
giacimento Opl245 in Nigeria". Lo rende noto il sito di Report, il 
programma televisivo della Rai specificando che "la notizia del loro 
fermo era stata tenuta segreta per favorire l'attività della 
diplomazia italiana".
      "Chianca e Palermo sono stati tenuti segregati due notti in una stanza
di due metri quadrati piena di animali e costretti su una traballante 
sedia di plastica. Sequestrati i telefoni, computer, telecamere e il 
girato che doveva esser trasmesso nell'imminente edizione di Report", 
si legge ancora sul sito di Report che pubblica le immagini del 
rientro a Fiumicino dei due giornalisti.
      (Ses/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
20-MAR-17 09:10
NNNN


Liberati due giornalisti: a Roma con volo da Addis Abeba
(V.?Liberati due giornalisti italiani fermati?’
   (ANSA) - FIUMICINO, 20 MAR - Luca Chianca e Paolo Palermo, i
due inviati di Report fermati mercoledì scorso in Congo e poi
liberati, sono rientrati questa mattina a Roma con un volo di
linea dell'Ethiopian Airlines Enterprise (volo ET702) partito da
Addis Abeba ed arrivato all'aeroporto di Fiumicino alle ore
4.30. A quanto si è appreso, i due giornalisti, dopo aver
superato i controlli di Frontiera aerea, hanno quindi lasciato
il Leonardo da Vinci per recarsi in città.  (ANSA).
     Y17-MAS
20-MAR-17 09:46 NNNN

Congo: liberati e rientrati a casa due giornalisti italiani =
(AGI) - Roma, 20 mar. - Sono rientrati in Italia questa mattina
i due giornalisti italiani, Luca Chianca e Paolo Palermo, di
"Report", arrestati nei giorni scorsi in Congo, dove si
trovavano per svolgere un'inchiesta.
    Secondo quanto riferisce il sito della testata, i due "sono
stati tenuti segregati per due notti in una stanza di due metri
quadrati piena di animali e costretti su una traballante sedia
di plastica". Inoltre sarebbero stati loro sequestrati
"computer, telefoni, telecamere e il girato che doveva essere
trasmesso nell'imminente edizione di Report".(AGI)
Nic
200951 MAR 17
NNNN
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ESTERI. RIENTRATI IN ITALIA INVIATI 'REPORT' FERMATI IN R. CONGO
GIORNALISTI STAVANO INDAGANDO SU PRESUNTA TANGENTE ENI IN NIGERIA
(DIRE) Roma, 20 mar. - Due inviati di 'Report' sono arrivati oggi
in Italia dopo essere stati fermati e detenuti per due giorni
nella Repubblica del Congo, dove si erano recati per svolgere
un'inchiesta su una presunta tangente di Eni per lo sfruttamento
di un giacimento petrolifero in Nigeria.
   Della vicenda, che sarebbe stata tenuta segreta nei giorni
scorsi per non ostacolare l'attivita' della diplomazia italiana,
si legge sul sito della trasmissione della 'Rai'.
   Luca Chianca e Paolo Palermo, questi i nomi dei cronisti,
erano stati fermati dai servizi di sicurezza dopo aver
intervistato l'imprenditore Fabio Ottonello. Tramite, sostiene
'Report', per la messa a disposizione di un aereo privato per il
trasporto di parte della tangente in Svizzera.
   Secondo questa versione, i cronisti sarebbero stati fermati
con il "pretesto" di non avere un visto giornalistico. Prosegue
la ricostruzione di 'Report': "I due giornalisti sono stati
trasportati nel palazzo della Direction de la surveillance du
territoire, dove sono stati segregati per tre giorni e due notti,
seduti su una sedia di plastica, in una stanza di due metri
quadrati invasa da insetti".
   Sequestrati computer e file delle interviste. Per la
liberazione sarebbe stata determinante l'attivita' diplomatica
dell'ambasciatore Andrea Mazzella, supportata dal ministero
dell'Interno italiano.
  (Vig/Dire)
10:46 20-03-17
NNNN


Liberati due giornalisti: Ranucci, inchiesta su Eni il 27/3
Curatore Report, 'blackout non sempre cancellano tutte memorie'
   (ANSA) - ROMA, 20 MAR - L'inchiesta sulla presunta tangente
Eni in Nigeria alla quale stavano lavorando i due inviati di
Report, Luca Chianca e Paolo Palermo, fermati dai servizi di
sicurezza in Congo, rilasciati e sbarcati questa mattina a
Fiumicino, "andra' comunque in onda lunedi' 27 marzo in prima
serata su Rai3, perche' i blackout non sempre riescono a
cancellare tutte le memorie". Lo assicura Sigfrido Ranucci, che
cura il programma dopo averne raccolto il testimone da Milena
Gabanelli.
   "Report - spiega la nota diffusa sul sito del programma - era
a Pointe Noir per seguire una delicata indagine sulla presunta
maxi tangente dell'Eni pagata per lo sfruttamento  del
giacimento 'Opl 245' in Nigeria, vicenda su cui sta lavorando la
Procura di Milano e dove sono indagati l'ex manager Scaroni e
l'attuale Claudio Descalzi. Chianca e Palermo erano arrivati a
Pointe Noir lunedi', hanno organizzato il lavoro e mercoledi'
mattina, dopo aver realizzato un'intervista con Fabio Ottonello,
(l'imprenditore italiano con molteplici affari e con grande
influenza per aver sposato Sandrine, una delle figlie di Denis
Nguesso, il presidente della Repubblica del Congo), sono stati
fermati dai servizi di sicurezza. Ottonello, secondo l'ex
dirigente Eni, Vincenzo Armanna, diventato il super teste
dell'inchiesta, avrebbe messo a disposizione un suo aereo
privato per trasportare due trolley contenenti parte della
tangente al sicuro in un caveau in svizzera. Secondo Armanna si
sarebbe trattato della parte destinata a Scaroni". 
   Mercoledi' mattina, al termine dell'intervista con Ottonello,
Chianca ha scritto un sms a Ranucci, "in cui esprimeva il timore
di poter ripartire per l'Italia, 'adesso tocca uscire dal
Congo'". Pochi minuti dopo Chianca ha inviato un secondo sms in
cui spiegava che "erano arrivati in albergo uomini dell'agenzia
di sicurezza in borghese per conoscere 'la lista dei nomi e
nazionalita' delle persone'. Da quel momento - si legge ancora -
si sono interrotte tutte le comunicazioni. Gli inviati di Report
hanno cercato di copiare e trasferire i file dell'intervista in
Italia, ma non e' stato possibile a causa di un improvviso quanto
tempestivo blackout delle linee telefoniche che ha riguardato
tutta la zona. I due giornalisti sono stati trasportati nel
palazzo della Direction de la Surveillance du territoire, dove
sono stati segregati per 3 giorni e due notti, seduti su una
sedia di plastica, in una stanza di due metri quadrati invasa da
insetti".  
   "Determinante - fanno sapere ancora da Report - per la
liberazione dei giornalisti l'attivita' diplomatica
dell'ambasciatore Andrea Mazzella supportata dal ministero
dell'Interno italiano, e quella della Security Rai coordinata
dal direttore Genseric Cantournet e da Ennio Matano che hanno
seguito l'evolversi della vicenda. In cambio della liberazione
dei giornalisti la sicurezza nazionale congolese ha  sequestrato
telefoni, schede sim, computer, telecamere e soprattutto il
girato con l'intervista a Ottonello". (ANSA).
     MAJ
20-MAR-17 11:39 NNNN

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