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News Febbraio 2017

Il rebus ripetitori sulle Torricelle In procura c’è la quarta inchiesta

02/02/2017

Stagioni: 2017

 Giovedì 2 Febbraio, 2017


Corriere di Verona

Il rebus ripetitori sulle Torricelle In procura c’è la quarta inchiesta
S’indaga su input della Finanza. E ora si aggiunge la denuncia del Comitato

VERONA La nuova denuncia contro «lo scempio delle antenne» sulle Torricelle?

L’esposto che è appena stato depositato dal Comitato e da Legambiente non coglie affatto impreparata la procura, tutt’altro. In corso già dal 2016 c’è infatti la quarta inchiesta e stavolta a occuparsi del «rebus antenne» è il pm Gennaro Ottaviano. A far aprire quest’ultimo fascicolo è stata una segnalazione del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ed è proprio a tale indagine che verrà accorpata la denuncia firmata da cittadini ed ambientalisti. Ad assisterli sono gli avvocati Luca Tirapelle e Vincenzo Todesco, che allontana lo spettro di un eventuale rischio-prescrizione: «É inconfutabile - rimarca il legale - che parliamo di illeciti permanenti, in quanto il bene giuridico protetto rimane tuttora esposto al pericolo».

In ballo c’è sempre il nodo dell’occupazione della Seconda Torricella Massimiliana a Santa Giuliana. Parliamo di un monumento che appartiene al demanio e tutelato dalla soprintendenza. In passato vennero aperte ben tre inchieste, la prima risale addirittura al 1984 e fu coordinata dall’allora procuratore Guido Papalia.

All’inizio si ipotizzò persino il reato di estorsione: il sospetto era che qualcuno si fosse appropriato di quella locazione per poi «fare la cresta»con gli editori, chiedendo loro cifre sovra-mercato pur di far loro installare in loco l’antenna.

In quella prima inchiesta vennero indagate 15 persone e, alla fine, i reati contestati diventarono occupazione abusiva di suolo pubblico e getto pericoloso di cose (inquinamento elettromagnetico). Alcuni vennero prosciolti, qualcuno andò a giudizio. Nel 2000 ad aprire una seconda inchiesta fu l’allora pm scaligero Fabrizio Celenza: 12 gli indagati finché il 22 aprile 2010 i reati vennero dichiarati estinti per prescrizione e coperti dall’indulto. Nel 2004 in procura arrivò una nuova segnalazione, stavolta a opera della Finanza: ad aprire un fascicolo fu il pm Paolo Sachar che il 27 settembre 2011 chiese l’archiviazione (concessa dal gip Paolo Scotto di Luzio) con la motivazione che «gli indagati sono in possesso di concessione alla radiodiffusione dal Ministero e pagano regolare fornitura elettrica ad Agsm». Nel 2015 andò in onda il servizio «Telescrocco» a Report, ma in quell’occasione lo stesso Schinaia escluse l’apertura di un’ulteriore indagine motivando che si sarebbe trattato di «reati risalenti addirittura agli anni Settanta e dunque ampiamente prescritti». Invece, adesso si scopre che al secondo piano del palazzo di giustizia la quarta inchiesta è effettivamente stata poi aperta, però è accaduto nel 2016 su input della Finanza. E ora si andrà ad aggiungere anche quest’ultimo esposto-denuncia.L’ennesimo tassello di un puzzle ancora irrisolto, dopo oltre 40 anni.

 

Laura Tedesco

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